Guggenheim, direzione Singapore. Si apre a Est il colosso multinazionale dell’arte. Con un progetto in più step che arriva fino all’India e in Africa

Anche il Guggenheim, piano piano, si sposta verso Oriente, grazie a UBS MAP Initiative Global Art, programma di scambio interculturale su vasta scala. Prima tappa? Singapore. Secondo il curatore, Joan Jung, il progetto “promuove la ricerca, l’acquisizione, l’esposizione e formazione di arte asiatica, all’interno di un modello transnazionale che abbraccia la storia dell’arte moderna e […]

Rirkrit Tiravanija, Untitled 2002 (he promised), 2002, collezione Solomon R. Guggenheim Museum

Anche il Guggenheim, piano piano, si sposta verso Oriente, grazie a UBS MAP Initiative Global Art, programma di scambio interculturale su vasta scala. Prima tappa? Singapore.
Secondo il curatore, Joan Jung, il progetto “promuove la ricerca, l’acquisizione, l’esposizione e formazione di arte asiatica, all’interno di un modello transnazionale che abbraccia la storia dell’arte moderna e contemporanea, e che sia integrativo e contestuale“. In pratica, a un curatore coinvolto per ogni regione sarà affidato il compito di selezionare un numero variabile di artisti, da inserire successivamente all’interno di esposizioni organizzate al Guggenheim di New York.
L’attenzione all’arte contemporanea del Sudest asiatico, non è certo una novità per il Guggenheim. Molte, infatti, le mostre dedicate agli artisti di quelle aree, da Rirkrit Tiravanija ad Anish Kapoor, mentre proprio in questi mesi a New York è in corso Being Singular Plural, prima collettiva dedicata alla scena indiana. Non solo Sudest asiatico, infatti: nel lungo periodo il progetto verrà esteso all’America Latina, al Medioriente e al Nord Africa.
Assieme a Joan Jung, la curatrice di Singapore, June Yap, sta adesso lavorando a una selezione di opere d’arte che sappiano esplicitare il dialogo tra Est e Ovest. Dopo la prima tappa a Singapore, si procede attraverso alcune città asiatiche, per poi approdare a New York, all’inizio 2013.
Tutte le mostre saranno supportate da programmi educativi, che aiuteranno a comprendere l’estetica e la poetica delle diverse zone di riferimento, in una sorta di scambio culturale volto a instaurare un dialogo tra oriente ed occidente.
La nostra visione della storia dell’arte rimane west-centric“, ha commentato il direttore del Guggenheim, Richard Armstrong. “Attraverso questa collaborazione con UBS speriamo di contestare questo punto di vista, estendendo il mondo dell’arte all’orizzonte del mondo reale.”

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Rirkrit Tiravanija e’ Thailandese di nazionalità ma e’ vissuto e vive molto poco in Thailandia dove e’, ovviamente, conosciuto ma non certo altrettanto considerato quanto lo e’ negli Stati Uniti, dove ha praticamente iniziato e portato avanti la sua carriera, o in Europa. Quanto ad Anish Kapoor e’ originario dell’India, che non fa parte del “sud-est Asiatico”. L’interesse del Guggenheim per l’arte Indiana e’ ben noto ma e’ un fenomeno internazionale (anche qui in Italia abbiamo avuto, negli ultimi anni, importanti mostre di artisti Indiani ed ancor più nel resto d’Europa) ed ha ben poco a che fare con l’interesse verso l’arte del sud-est Asiatico che e’ quasi totalmente sconosciuta sia negli USA che in Europa (una interessantissima mostra dei 14 più importanti artisti Thai viventi si tenne qui in Italia lo scorso anno da Whitelab a Milano a cura di Nicola D. Angerame… ma ahimè ebbe ben poca visibilità e risonanza!!!).
    Il “posizionamento” a Singapore risponde, molto semplicemente, ad una “strategia commerciale” dato che Singapore (con la progressiva “cinesisazzione” di HongKong) e’ rimasta l’unica grande “piazza” a mercato libero (e ottime facilitazioni per chi non ama eccessivamente il fisco di casa sua) … tutto qui !

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