Berlin Updates: Joanna Raikowska, il parto sopra Berlino. Spigolature neonatologiche dopo un giro all’Accademia di Belle Arti

Vabbé: Joanna Raikowska se l’è cercata. Venti minuti di video con una puerpera che zampetta – nuda, seminuda, vestita – sui tetti di Berlino, prima dell’epilogo in una sala travaglio che pare un mattatoio, chiamano la battutaccia con riferimento a Wim Wenders. Ingenerosa, è vero, come lo è l’indicazione che in rigoroso ordine di apparizione […]

Vabbé: Joanna Raikowska se l’è cercata. Venti minuti di video con una puerpera che zampetta – nuda, seminuda, vestita – sui tetti di Berlino, prima dell’epilogo in una sala travaglio che pare un mattatoio, chiamano la battutaccia con riferimento a Wim Wenders. Ingenerosa, è vero, come lo è l’indicazione che in rigoroso ordine di apparizione ricorda, all’Accademia di Belle Arti, la contiguità tra cesso e spazio espositivo. Un lavoro potente, invece, questo Born in Berlin: non la semplice summa di tutti i feti e i parti che l’arte contemporanea ha propinato negli ultimi quarant’anni.
Grana dell’immagine volutamente sporcata, quasi pittorica nella sua imperfezione; momenti cruenti – è forte davvero la scena della nascita – ed altri di un lirismo attonito e ammaliante: la sequenza del bagno nel torrente sembra immergere in una rarefazione baltica le ridondanti danze carnali di Pipilotti Rist. Un buon progetto quello che la ragazza di Polonia ha portato a questa Biennale; un progetto riscaldato dalla poesia del video pendant che ricostruisce l’ultimo sogno realizzabile di un uomo perduto nella propria memoria.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • oblomov

    mah…lavoro potente…sarà ma non ci trovo niente di speciale..

  • Angelov

    Ma ciò che conta oggi è la Fotogenicità dell’Arte.
    Questo è ciò che viene richiesto in prima istanza.
    Poi il lavoro o opera originale può anche andare distrutta, come una Lastra da Incisione, ma l’immagine dell’originale si è ormai impressa nei bit o negli apparati digitali, e da li viene diffusa per essere fruita dallo spettatore.
    Il quale, nella misura in cui è navigato nell’interpretare questo filtro che lo separa dall’originale, sarà anche in grado di elaborare un giudizio più o meno vicino al vero.
    Arriverà alla percezione dell’Opera in modo mediato anche dall’Intuizione.

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  • MattinoCinque

    Report da berlino puntuali e abbondanti grazie a voi come fate a essere dovunque poi ce lo spiegate?