Fotografia italiana protagonista a New York alla trentaduesima edizione dell’AIPAD Show. Ma perché le ubique gallerie nostrane stavolta disertano?

Quattro giorni, sette paesi, settantasette gallerie. Dal 29 marzo il Park Avenue Armory di New York ospita la trentaduesima edizione dell’AIPAD Photography Show, con l’Association Of International Photography Dealers artefice di uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla fotografia. Grandi numeri, per un evento che presenta il panorama della fotografia internazionale dal ‘900 ai New […]

Quattro giorni, sette paesi, settantasette gallerie. Dal 29 marzo il Park Avenue Armory di New York ospita la trentaduesima edizione dell’AIPAD Photography Show, con l’Association Of International Photography Dealers artefice di uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla fotografia. Grandi numeri, per un evento che presenta il panorama della fotografia internazionale dal ‘900 ai New Media. E che vede la fiera accompagnata da un ricco programma di incontri ed approfondimenti: da non perdere la conversazione con la grande fotografa olandese Rineke Dijkstra, oltre alla discussione sul panorama emergente della fotografia.
E le gallerie italiane? Ultimamente sempre più presenti a fiere e appuntamenti internazionali, nessuna delle nostre ha colto questa occasione. Peccato, visto che la giornata del 31 marzo si chiuderà proprio con un focus sulla fotografia contemporanea italiana – fra i relatori Olivo Barbieri e Maria Antonella Pelizzari, exhibition curator e docente di history of photography all’Hunter College and the Graduate Center – e con un omaggio a Francesca Woodman, celebrata dalla grande retrospettiva in corso ancora per molto al Guggenheim Museum.

– Francesca Iani, Adele Minardi, Roberta Palma, Federica Rigitano

www.aipad.com

Questa news, come altre che leggerete fra oggi e domani, è stata scritta dagli allievi del Master of Art dell’Università Luiss, coordinati dal caporedattore di Artribune Massimo Mattioli, nell’ambito del corso di Editoria dell’arte

  • orsablu

    fa cadere le braccia, la faccia ma teniamo duro, si resiste da molto tempo.

  • giorgio baselli

    Il sintetico commento qui sopra, sembra implicare una qualche origine o deriva italiana di Francesca Woodman.
    Per la cronaca, Francesca Woodman, a parte aver fatto la seconda elementare in Italia ed aver vissuto un anno a Roma, è una fotografa americana, nata a Denver da genitori americani (e artisti anche loro).
    A parte il nome di battesimo e svariate amicizie italiane, quindi, Francesca Woodman non ha nessuna discendenza italica.