Bozen Updates: notte bianca, ma non per la neve. Dopo la fiera il gallery-tour prosegue per il centro, ecco le foto della serata

Tutti muniti di cartina, sguinzagliati fino alle ore piccole per le strade del centro. Non poteva certo farsi mancare la sua brava Galleries Night, Bolzano, con tutte le gallerie che hanno aperto le loro porte fino a mezzanotte per accogliere il pubblico di kunStart. Clima piacevole, ed allora anche Artribune si è messo in marcia, per l’immancabile fotocronaca. […]

Tutti muniti di cartina, sguinzagliati fino alle ore piccole per le strade del centro. Non poteva certo farsi mancare la sua brava Galleries Night, Bolzano, con tutte le gallerie che hanno aperto le loro porte fino a mezzanotte per accogliere il pubblico di kunStart. Clima piacevole, ed allora anche Artribune si è messo in marcia, per l’immancabile fotocronaca.
Si inizia dalla storica Galleria Goethe, che vuol fare riscoprire un grande artista poco conosciuto nonostante la sua bravura. Willy Valier (1920-1968) rappresenta perfettamente l’epoca di Burri ed Afro, delle combustioni e dell’Espressionismo astratto. Alla Kleine Galerie ecco Hermann Caminades, artista bolzanino con un percorso molto legato al territorio e dai paesaggi dai colori forti, mentre all’Hotel Greif spazio al gruppo artistico Freistaat Burgstein, che unisce artisti di varie nazionalità, come l’austriaco Ype Limburg con le sue foto realizzate con la camera oscura. Da Antonella Cattani protagonista Julia Krahn, giovane fotografa tedesca presentata anche per il Premio Glocal Rookie of the Year. All’ingresso della mostra un nudo femminile di spalle avvolto nel lino, mentre in fiera troviamo una sua Pietà rovesciata, in cui la figlia sorregge il corpo del padre.
Da Galerie Prisma due artisti della Val Pusteria, Andreas Zingerle e Wil-Ma Kammerer, mentre la Galleria Museo ar/ge kunst – in collaborazione con il Museo Marino Marini – presenta Rob Johannesma: spazio completamente tappezzato da pagine di giornale, con l’intento di creare una relazione tra società occidentale e i materiali messi a disposizione dai media globali.

– Martina Gambillara