Siamo noi, presenti e futuri. Ecco i sedici artisti selezionati per la sezione (e premio) targata illy ad Artissima

Mentre inaugura la sua nuova galleria a Londra con un roboante programma fitto di incontri ed interventi di grandi big dell’arte e della cultura, illycaffè non trascura certo i tanti altri scenari che la vedono da sempre in prima linea nel coniugare impresa e promozione culturale e sociale. Fra questi c’è la collaborazione con la […]

Mentre inaugura la sua nuova galleria a Londra con un roboante programma fitto di incontri ed interventi di grandi big dell’arte e della cultura, illycaffè non trascura certo i tanti altri scenari che la vedono da sempre in prima linea nel coniugare impresa e promozione culturale e sociale.
Fra questi c’è la collaborazione con la fiera Artissima, che si rinnova per l’undicesimo anno consecutivo nel segno del Premio illy Present Future, assegnato nell’ambito dell’omonima sezione della rassegna torinese. Premio che ora comunica i sedici artisti finalisti, selezionati da un comitato curatoriale composto da Chris Fitzpatrick, Christophe Gallois, Antonia Majaca e Luigi Fassi. Durante Artissima, una giuria di direttori e curatori museali internazionali, composta da Anne Ellegood, Tessa Giblin e Beatrix Ruf, assegnerà al progetto più significativo il Premio illy Present Future. Il vincitore riceverà un premio di 10mila euro e avrà l’opportunità di presentare un progetto per le tazzine d’artista illy Art Collection.
Gli artisti invitati per quest’anno – con le rispettive gallerie di riferimento – sono Lupo Borgonovo, Fluxia, Milano, Katinka Bock, Jocelyn Wolff, Parigi, Michal Budny, Johnen, Berlino / Nächst St.Stephan-Rosemarie Schwarzwälder, Vienna, Dina Danish, Jeanine Hofland, Amsterdam, Igor Grubić, Škuc, Lubiana, Vlatka Horvat, Zak | Branicka, Berlino, Cracovia, Rob Johannesma, Roma Publications, Amsterdam, Alek O., Vela, Londra, Julien Prévieux, Jousse Entreprise, Parigi, Yann Sérandour, gb agency, Parigi, Misha Stroj, Kerstin Engholm, Vienna, Milica Tomic, Charim, Vienna, Berlino, Nicoline van Harskamp, NON, Istanbul, Zapruder, Caterina Tognon, Venezia, Raphaël Zarka, Michel Rein, Parigi, Waldemar Zimbelmann, Meyer Riegger, Karlsruhe.

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  • Eccoci. Borgonovo giovanissimo esponente di quelli che chiamo New Arcaic.

    I New Arcaic lavorano attraverso citazioni che oltre ad essere tematiche (come per il gruppo Story Story I lov yu) sono soprattutto formali; forme “da arte moderna” diventano concetto: e quindi il recupero di una certa matericità come rinnovata attenzione e consapevolezza per valori primari come l’uomo, la terra, la spiritualità, la Genuinità:

    Ecco Borgonovo:

    http://www.fluxiagallery.com/?page_id=1126

    Ricordo anche Santo Tolone, recentemente:

    http://prize.ariane-de-rothschild.com/milano-2011/artisti/santo-tolone.aspx

    Fa sempre impressione la sovrapponibilità di molti giovani artisti, e di come le scelte siano necessariamente arbitrarie. Ma soprattutto come molti giovani seguono un certo antiaccademismo pilotato (non cerco avaguardie e innovazione ma recupero il passato tiè!).

    Questo antiaccademismo pilotato proprio per essere pilotato e didattico diventa ancora più accademico. Si vuole essere liberali con atteggiamento reazionario pilotato, e quindi si diventa realmente reazionari. Anche costoro sembrano appartenere ad una burocrazia della creatività.

    http://whitehouse.splinder.com/

  • Eccoci. Borgonovo giovanissimo esponente di quelli che chiamo New Arcaic.

    I New Arcaic lavorano attraverso citazioni che oltre ad essere tematiche (come per il gruppo Story Story I lov yu) sono soprattutto formali; forme “da arte moderna” diventano concetto: e quindi il recupero di una certa matericità come rinnovata attenzione e consapevolezza per valori primari come l’uomo, la terra, la spiritualità, la Genuinità:

    Ecco Borgonovo:

    http://www.fluxiagallery.com/?page_id=1126

    Ricordo anche Santo Tolone, recentemente:

    http://prize.ariane-de-rothschild.com/milano-2011/artisti/santo-tolone.aspx

    Fa sempre impressione la sovrapponibilità di molti giovani artisti, e di come le scelte siano necessariamente arbitrarie. Ma soprattutto come molti giovani seguono un certo antiaccademismo pilotato (non cerco avaguardie e innovazione ma recupero il passato tiè!).

    Questo antiaccademismo pilotato proprio per essere pilotato e didattico diventa ancora più accademico. Si vuole essere liberali con atteggiamento reazionario pilotato, e quindi si diventa realmente reazionari. Anche costoro sembrano appartenere ad una burocrazia della creatività.

    whitehouse.splinder.com/

  • Eccoci. Borgonovo giovanissimo esponente di quelli che chiamo New Arcaic.

    I New Arcaic lavorano attraverso citazioni che oltre ad essere tematiche (come per il gruppo Story Story I lov yu) sono soprattutto formali; forme “da arte moderna” diventano concetto: e quindi il recupero di una certa matericità come rinnovata attenzione e consapevolezza per valori primari come l’uomo, la terra, la spiritualità, la Genuinità:

    Ecco Borgonovo:

    http://www.fluxiagallery.com/?page_id=1126

    Ricordo anche Santo Tolone, recentemente:

    prize.ariane-de-rothschild.com/milano-2011/artisti/santo-tolone.aspx

    Fa sempre impressione la sovrapponibilità di molti giovani artisti, e di come le scelte siano necessariamente arbitrarie. Ma soprattutto come molti giovani seguono un certo antiaccademismo pilotato (non cerco avaguardie e innovazione ma recupero il passato tiè!).

    Questo antiaccademismo pilotato proprio per essere pilotato e didattico diventa ancora più accademico. Si vuole essere liberali con atteggiamento reazionario pilotato, e quindi si diventa realmente reazionari. Anche costoro sembrano appartenere ad una burocrazia della creatività.

    whitehouse.splinder.com/

  • lihol

    quando luca rossi la smetterà di dir cazzate i maiali voleranno

  • lihol

    “Questo antiaccademismo pilotato proprio per essere pilotato e didattico diventa ancora più accademico” SI MA QUANDO SCRIVI EIACULI? DEGNATI DI FARE FRASI COMPRENSIBILI. SE POI VUOI FAR UNA COSA MIGLIORE INIZIA VEDER LE COSE E LEGGERE PRIMA DI CAGAR SENTENZE.

    • Margaretha

      sembra chiarissimo invece

    • hm

      “Questo antiaccademismo pilotato proprio per essere pilotato e didattico diventa ancora più accademico”

      frase comprensibilissima . detto questo luca rossi morsiani preparami una piadina cotto fontina rucola che ho fame .

  • Davide W. Pairone

    invece il Luca Rossi che parla di linguaggio è decisamente meglio del LR che parla di sistema (anche se dovrebbe curare di più la sintassi invece che rinfacciare la mancanza di sintesi altrui)

    • spesso una sintassi approssimativa è specchio di un sistema e di operatori approssimativi e apatici. Il mezzo è il messaggio cardo davide

      mentre la sintesi rimane fondamentale. almeno nei commenti.

      • Davide W. Pairone

        dai Luca, mezzo secolo da Galassia Guttenberg e ancora siamo qui a fraintendere quella frase banale (come quando si cita a sproposito Deleuze e “la superficie è profondità)?
        Comunque non divaghiamo, la chiarezza è essenziale. Una frase come “fa sempre impressione la sovrapponibilità di molti giovani artisti, e di come le scelte siano necessariamente arbitrarie” nasconde dietro una sintassi contorta dei concetti magari interessanti ma inutilizzabili. Ed è anche una questione di eccesso di sintesi

        • certo hai ragione.ok

          Argomento: ci sono artisti omologati ad un unico atteggiamento citazionista; le gallerie rischiano di diventare rivendite di modernariato, l’arte so fonde e si confonde con proposte da arredo. E questo forse è anche sano perchè nello spirito dei tempi. Ma poi dov’è larte? Cos’è oggi l’arte? Domande che io da solo e nei commenti o nel blog posso risolvere solo parzialmente e malamente….

          Sicuramente ci sono giovani artisti immersi e vittime in un sistema compiacente e matrigno. Ma questa è una mia opinione, vorrei che qualcuno motivasse il contrario semmai partendo proprio da Borgonovo. Opinione vera fino a prova contraria….e so bene perchè dico “matrigno”….ecc ecc

          Scelte arbitrarie perche la scelta non avviene partendo dal lavoro proposto ma partendo da attente strategie di PR. Quindi tutto è molto poco invidiabile :)

          • Davide W. Pairone

            bene

            allora ragioniamo: l’atteggiamento-categoria che definisci new arcaic è completamente sovrapponibile al modernariato? Me lo chiedo perché credo sia difficile rinnovare un linguaggio, quello modernista, che per definizione è un non-linguaggio, è sovversione. Come sovvertire la sovversione? Con l’espressione, come pretendeva certa pittura degli anni ’80?

  • @liohl: e invece non credo di dir cazzate. Ma spiegaci, perchè direi cazzate? Non è forse vero quello che fanno i new arcaic? Argomenta

    • augusta

      ma rossi lo lascia perdere o no? lo usi , va bene quando le è utile, ma ad un certo punto non gli risponda più perchè la lettura diventa stucchevole!
      merci beaucoup.
      p.s. no non dice cazzate stia tranquillo!!

  • LorenzoMarras

    Pairone , lei entra proprio dentro il problema del Rossi -pensiero.
    Quella di rappresentarsi come centro di un fare “altro” ma che è completamente assorbito dalle sue stesse parole . Si e’ come in presenza del tentativo di fabbricare un qualcosa che posteri specializzati sistemeranno nei libri futuri in cui il “mezzo” soppiantera’ definitamente l’opera.
    Aggiungo che “”l’opera Rossi “”” non ha, allo stato attuale, nessuna apprezzabile attualita’. Vive in un limbo e se ne compiace.
    L’idea che in questo periodo ho maturato è che il tentativo su descritto appartiene a chiamamolo un “dentro” perfettamente Integrato con l’esistente con il mal-celato proposito di aprirsi un varco e offrirsi come “inedito”.
    Una furbizia tipicamente Avanguardista che lei Pairone , da attento studioso D’arte conosce meglio del sottoscritto.

    • io non so se sono dentro o fuori. ma smettiamola di parlare di me grazie. si parla della notizia e del new arcaic

      • LorenzoMarras

        Luca non sto parlando di te, di te inteso in carne ed ossa ma esclusivamente della tua idea di linguaggio che è sempre lecito porre sotto osservazione.
        Se poi vuoi spostare la questione del new arcaic, ebbene ti faccio notare, che stai lanciando delle freccette che non vanno non solo a bersaglio ma che non arrivano neppure alla sagoma; ed il perche’ è ovvio : sono grosso modo 90 anni che il modernariato, come tu lo esponi, vive della stessa logica che tu fai passare come una graziosa novita’ che ti fa abbellire la tua teoria.
        Dopo Duchamp , ci si appropria delle idee non per fare mondo ma solo per vendere STILE.
        Luca , affina la mira.

  • @davide: a mio parere bisogna uscire dal binario. Mi spiego . La rappresentazione vive uno stato unico di saturazione e sovraproduzione. Quindi si tratta di uscire dai soliti rituali di produzione artistica o di starci dentro in modo diverso.

    Le opere di Borgonovo o Tolone non solo male; esprimono l’importanza di un certo immaginario e di un certo atteggiamento primigenio. Il new arcaic è spesso molto meglio dell’ikea evoluta, dello smart relativism, dello story story I lov yu, e dell’ultimo nato “La maison du monde avacès”. A questo proposito vedi nel mio blog il riferimento a Francesca Grilli.

    Ma anche questa atmosfere da giovani saggi ma con le scarpe da ginnastica, spesso diventa un teatrino, e quindi si fa fatica a preferirle fino in fondo ad un modernariato “originale” da mercatino dell’usato. Servirebbe quanto meno una critica d’arte assente in italia.

    Se vuoi ho anche un proposta su questo “vivere la produzione artistica in modo diverso”. ma dopo divento autoreferente.

    • Davide W. Pairone

      bisogna continuare ad approfondire: in che senso anche l’atmosfera dei “giovani saggi” diventa un teatrino? Nel senso che le scarpe da ginnastica acquistano più importanza della saggezza? Immagino che la tua proposta sul “vivere la produzione artistica in modo differente” getti luce sulla tua percezione della situazione, vediamo

      • Il rischio è quello di aggrapparsi ad un immaginario solo perchè inaspettato e non comune. Quindi una moda; esattamente come il ritorno del vintage; i giovani artisti devono capire che se si limitano a proporre immaginari si pongono su un piano da arredatori abbastanza minato; perchè pretezioso: molto più significativa allora la degenerazione di questo, e quindi i grandi magazzini Maison du Monde dove ad ogni angolo trovi oggetti, immagini e mobili di una particolare cultura del mondo.

        E invece i giovani artisti fanno questo, anche perchè allevati in scuole un po’ immobili e terrorizzate dal cambiamento.

  • bisogna lavorare su i codici e sul linguaggio e non sugli immaginari. a mio parere.

    • antonio rossi

      Ma che cavolo è new arcaic? L’hai inventata tu sta storia che non ha ne capo ne coda, allora non ho capito houseago sarebbe new arcaic? e se lo è cosa centra tolone con lui o aaron curry? e cosa accomuna borgonovo al già citato curry? nulla. La generalizzazione provinciale, disinformata e generalista è alla base del tuo agire caro rossi (luca morsiani enrico). Un riferimento al passato, et voila, new arcaic! Fa lo stesso se sia essenziale e primitivo o modernista, per te sono la stessa cosa perchè non sai nulla e butti tutto nel calderone: ricordi santa nastro che dall’alto delle sue recensioni inveiva su artisti dialettici con un sistema di eccellenza, salvo poi curare mostre alla lipoli e lopez di ursula franco, non proprio una punta di diamante della ricerca

      http://www.google.it/imgres?q=Ursula+Franco&um=1&hl=it&client=firefox-a&hs=JQq&sa=N&rls=org.mozilla:it:official&biw=1280&bih=637&tbm=isch&tbnid=j8xoOUdysJYREM:&imgrefurl=http://www.exibart.com/notizia.asp%3FIDCategoria%3D61%26IDNotizia%3D16234&docid=EgW2ahl5YP7c6M&w=450&h=317&ei=fnRvTra4HZHWsga85sz6Bg&zoom=1&iact=hc&vpx=428&vpy=153&dur=3097&hovh=188&hovw=268&tx=119&ty=94&page=1&tbnh=127&tbnw=180&start=0&ndsp=21&ved=1t:429,r:2,s:0

      Sei tu l’Italia peggiore, quella degli editoriali di galli della loggia, delle flores d’arcais e dei giovanni sartori, tanto saccenti quanto sterili e non documentati. Quelli che suonano la campana col gusto dell’orrido, del deforme e – con altre parole – peggio va , meglio è.

      C’è una generazione – finalmente – di artisti italiani usciti dall’inutilità dell’arte relazionale, inventata dai vari garuttismi, pompata dall’esterno, forse con lo stesso stantuffo di cui si dice faccia uso il cav. Non diventeranno, probabilmente, più importanti dei loro coetanei statunitensi, inglesi, francesi o tedeschi, ma per lo meno sono presenti nel medesimo dibattito e cercano di farlo da protagonisti. Con tanta pace delle invenzioni italiche di cui tu – ti piacia o no – incarni il ventre molle, mai contento e senza meta, come politi, garutti, di pietrantonio, giannelli, pietroiusti, illustri sconosciuti oltre il brennero. Meglio , molto meglio, i tentativi di quegli italiani che – ricchi o meno – tentano di parlare con la propria generazione a milano come a londra, ad amsterdam come a new york.

      Ora vado, di tempo con te ne ho perso a sufficienza.

      • innanzitutto tu tirando in ballo il solito morsiani dimostri di essere molto scorretto, volgare e maleducato. Già questo rende il tuo commento privo di contenuto e assolutamente inqualificabile. Questo anche se io fossi morsiani, che per me è fantastico perchè pone questa mia identità in una vera confusione. Ma va be.

        SEI TU, caro anonimo arcaico, che fai confusione e poni borgonuovo e tolone sul carro di curry e houseago, che per me, primitivi o no, rientrano tutti nel new arcaic. il N.A. l’ ho inventato io, tanto in italia nessuno fa critica e quindi quello che invento va sempre bene.

        Il meglio a mio parere è Houseago, ma nelle opere più estreme. Ma non vorrei andare fuori tema.

        • antonio rossi

          coglione, ma che cazzo mi dai dell’anonimo se sei l’anonimo ( ANCHE SE SEI MORSIANI E LO SANNO TUTTI) per eccellenza.

        • augusta

          il thomas? mica male ne? concordo.

    • Davide W. Pairone

      ecco un buon punto, io non sono d’accordo: il lavoro sui codici è proprio quello che, estenuato, non fa che ripercorrere i binari di una tradizione esausta (attenzione, sia che si tratti di oggetti trovati che di pittura figurativa). Certo, l’immaginario può essere di cartapesta ed utile solo per l’arredamento ma può anche essere veicolo di autenticità. In sostanza è necessario un lavoro adeguato sui codici e sull’immaginario, il che equivale banalmente che sono necessari grandi artisti, singolarità, eccellenze! Ecco perché i discorsi di sistema non mi interessano più di tanto e preferisco esercitare la critica su opere ed artisti.

      • l’immaginario va appena toccato. Per codici intendo mettere in discussione l’idea di opera, di format, di spazio, di ruolo. Oggetti trovati e pittura figurativa sono un po’ dopo i codici che intendo io. I miei sono alla base.

    • LorenzoMarras

      Per arrivare a quale ambizioso traguardo ?
      ammesso ne esista uno.

      • Davide W. Pairone

        proliferazione del senso, dell’enigma e della meraviglia. Tracce, residui e precipitati per nutrire un’anima collettiva. Un passatempo, forse, ma meno frustrante di, chessò, medicina e giurisprudenza

        • LorenzoMarras

          ma non lei Pairone, attendevo la risposta da Luca Rossi perche’ se si scrive che è necessario cambiare, oso dire STRAVOLGERE i linguaggi gia’ dati, ecco, PRETENDO di sapere da Lui a quale Fine…. per conseguire che?
          vorrei conoscere anche l’ambito in cui detti linguaggi rinnovati debbano trovare la loro Vitalita’ il loro potenziale di cambiamento.
          Luogo Luca…Luogo… indica il territorio in cui i linguaggi rinnovati e resi disponibili debbano AGIRE.

          • Luca Rossi

            L’arte è una palestra piena di prototipi che hanno possibili ricadute su tutto quello che c’è fuori. Non mi sembra poco.

    • hm

      – i giovani artisti devono capire che se si limitano a proporre immaginari si pongono su un piano da arredatori –
      – bisogna lavorare su i codici e sul linguaggio e non sugli immaginari. –

      forse avere un immaginario è già avere un linguaggio luca rossi? ma forse eh? io ci penserei per bene fossi in te, perchè vedo che fai fatica . anzi per me è l’esatto contrario, chi lavora sui codici e sul linguaggio fa l’industrial designer e non l’artista .

  • LorenzoMarras

    Questo della rappresentazione che vive di saturazione , Luca, convinciti una buona volta è una trovatina che non ha ne’ capo ne’ coda. Tutta la cultura occidentale , da Cartesio in poi è rappresentazione overossia un porre, un assicurare un qualcosa in una idea che domina. Perfino i Cinesi senza rendersi conto di cio’ hanno abbondantemente mutuato detta idea e difatti , oggi piu’ che mai l’occidente estende ovunque i propri confini (beninteso la cultura della rappresentazione che non ha altro significato che APPROPRIAZIONE).

    Se dovra’ esserci un nuovo e rinnovato binario per le cosidette arti visive , queste lampanti considerazioni dovranno accompagnare sempre l’artista, che non vive certo in un vuoto pneumatico o torre d’avorio che dir si voglia.
    Luca, bisogna osservare tutto l’edificio e non solo i piani bassi.

    • Davide W. Pairone

      Interessante, ti stavo giusto rispondendo in termini di residui e precipitati. Può forse essere che fin da Cartesio la storia della coscienza sia la storia di ciò che ne rimane fuori, di ciò che resiste all’appropriazione (già nelle meditazioni, figuriamoci in quell’avventura ingenua e commovente delle passioni dell’anima)

    • okok, ma il critico non è più sufficiente….HAi RAGIONE e quindi? servono strade concrete. Criticare e basta non è più sufficiente….

      • Davide W. Pairone

        sì infatti è necessario che il discorso sull’arte si traduca in criteri di distinzione. Manca la selettività

        • LorenzoMarras

          il ruolo del critico deve essere assolutamente ripensato perche’ fino a questo momento ha solo svolto una funzione.

          • Davide W. Pairone

            ovvero?

    • hm

      – beninteso la cultura della rappresentazione che non ha altro significato che APPROPRIAZIONE –

      non sono per niente d’accordo, quella semmai è la cultura del collezionista .

  • Luca Rossi

    appunto ci vuole una fusione e confusione di ruoli e la definizione di un metodo di selezione basato sull’approfondimento e il dialogo. Questo senza un pubblico vero ed interessato non è facile.

  • LorenzoMarras

    Luca è questo che ti contesto, non vedi L’arte nel MONDO attraverso il MONDO, la disponi su una Nuvola. Certo i progetti di cui dispone sono tanti e bellissimi ma la poni al sicuro fuori dal mondo trasformandola in un aTeoria.

  • LorenzoMarras

    ma io sono pubblico vero Luca, posso tranquillamente confessarti , un pubblico sinceramente INTERESSATO.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Già la distinzione da che cosa? Alla fine lo scopo dell’arte contemporanea è quello (indirettamente) di assicurare, calmare i suoi educati consumatori a non ribellarsi alla corruzione alla manipolazione dell’informazione d’elite e di massa; al condizionamento e inquinamento ossessivo della mente da parte dei media. C”è un notevole divario fra la vera funzione della comunicazione dell’arte (il suo vero uso) e la mistificazione della realtà, perpetrata proprio da gran parte della critica attuale, che è al servizio degli interessi dell’economia neoliberale (dittatura della finanza mondiale). Questa è la struttura economica e culturale della nostra epoca in cui il mondo dell’arte e della critica deve sempre misurarsi e fare i propri conti.

  • LorenzoMarras

    Pairone , finora il Critico si è fatto solo degli “amici”; è bene fidarsi meno di degli amici.
    Prenda la mia risposta verso i critici in modo diplomatico. Poi lo so che Lei è una persona seria , per istinto lo so. Sa di noi sardi dicono che abbiamo un buon istinto, dopo averlo messo per secoli alla prova.

    • Davide W. Pairone

      la ringrazio ma sul punto in questione: davvero vuol restringere il campo d’azione della critica allo scambio di favori?

      • LorenzoMarras

        No Pairone , un pochino dovrebbe conoscermi. Non avrei ridotto una questione cosi seria, ad un pedestre scambio di favori, insomma ad una innocua questione di ovvia moralita’.
        No, se la intendiamo e circoscriviamo nei suoi esatti confini, considerata la figura , posso dire di forte spessore Intelletuale ? bene considerato questo
        direi che la questione sarebbe piu’ tragica con tutti i suoi risvolti di farsa eh, Pairone. Voglio dire , da un simile ruolo ci si aspetta una onesta’ intelletuale ben superiore dal momento che il suo “sapere” lo inchioderebbe a delle responsabilita’ ben piu’ pregnanti, rispetto a coloro , ad esempio, che non sanno per mera ignoranza o semplice grettezza.

  • LorenzoMarras

    ah dimenticavo Pairone, era la mia una risposta al suo perplesso “OVVERO ?””.