American Folk Art Museum a rischio chiusura a New York? No, dopo la cessione di casa al MoMA, ci mette una pezza la Ford Foundation

Dopo la decisione obbligata di vendere la propria sede al dirimpettaio MoMA sulla 53ma strada, presa a maggio dall’American Folk Art Museum, anche la location più piccola a Lincoln Square pareva essere in serio pericolo. L’eventualità presa in considerazione a quel punto era quella di un trasferimento delle collezioni ad un’altra istituzione, la Smithsonian Institution. […]

L'American Folk Art Museum a Lincoln Square

Dopo la decisione obbligata di vendere la propria sede al dirimpettaio MoMA sulla 53ma strada, presa a maggio dall’American Folk Art Museum, anche la location più piccola a Lincoln Square pareva essere in serio pericolo. L’eventualità presa in considerazione a quel punto era quella di un trasferimento delle collezioni ad un’altra istituzione, la Smithsonian Institution.
Ma mercoledì scorso l’ultima svolta: il museo ha deciso di continuare la propria attività, grazie al supporto di nuovi finanziatori fra i quali la Ford Foundation. Dalla chiusura della sede sulla 53ma sono stati tagliati 38 su 50 dipendenti, e con la vendita al MoMA per 30 milioni di dollari solo una parte di debiti sono stati saldati. Il nuovo edificio costruito nel 2001 doveva attrarre oltre 255mila visitatori all’anno a partire dal 2005, ma l’anno scorso ha contato solo 160mila presenze nelle sue due location, contraendo un debito annuale di oltre 3milioni di dollari.
Nell’incontro di mercoledì il board del Folk Art Museum ha tracciato una nuova strategia per incrementare la visibilità ed espandere il proprio marchio, attraverso i prestiti agli altri musei newyorchesi e l’organizzazione di mostre itineranti, esigenze dettate soprattutto dalla mancanza di spazio presso la sede di Lincoln Square.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • silvia b

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