Storie di residenze. La Dena Foundation porta un po’ di Magna Grecia a New Yok. Da OMI si stabiliscono Domenico Cordì e Salvatore Arancio

Nell’ambito della crescita culturale e artistica contemporanea di Calabria e Sicilia, anche grazie al lavoro di strutture come il Museo Marca di Catanzaro, o delle fondazioni catanesi, quest’anno la tradizionale borsa di studio della Dena Foundation in collaborazione con Omi-New York e dedicata ad un artista del mezzogiorno d’Italia, si è direzionata alle due regioni. […]

Domenico Cordì - Madia 2011

Nell’ambito della crescita culturale e artistica contemporanea di Calabria e Sicilia, anche grazie al lavoro di strutture come il Museo Marca di Catanzaro, o delle fondazioni catanesi, quest’anno la tradizionale borsa di studio della Dena Foundation in collaborazione con Omi-New York e dedicata ad un artista del mezzogiorno d’Italia, si è direzionata alle due regioni.
Si tratta della prima scolarship internazionale dedicata ad un artista calabrese, e non a caso l’annuncio, lo scorso 24 maggio a Catanzaro, è stato dato da Giuliana Setari Carusi (instancabile presidente di Dena Foundation) insieme a tutte le istituzioni locali e anche con la presenza dell’Accademia di Belle Arti.
Saranno dunque Domenico Cordì (Catanzaro, 1979) ed il catanese Salvatore Arancio a passare le tre settimane di residenza ad OMI, nell’upstate New York, ed a potersi preparare per gli Open Studio Day finali, punto di incontro fondamentale tra l’offerte (gli artisti) e la domanda (i curatori internazionali) della produzione artistica contemporanea.

www.denafoundation.org

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  • micaela

    E’ ora di dire la verita’ su ArtOmi e sulla Dena Foundation.
    Entrambe si dimostrano incapaci di compiere un lavoro onesto di selezione dei bravi artisti italiani. Vanno troppo spesso avanti artist mediocri, amici dei curatori e della direttrice (date un’occhiata alle partecipazioni italiane ad ArtOmni negli ultimi anni), in un sistema vergonoso e mafioso che non premia mai in modo meritrocratico. Non posso credere che ancora una volta in una struttura che dovrebbe essere aperta alla ricerca vera, si finisca per assegnare residenze inutili, per artisti sconosciuti e senza talento. Non posso credere che tra migliaia di candidati che cercano l’occasione di una residenza a NY per mostrare le vere capacita’ italiane, non ci siano artisti di calibro. Non e’ certo piu’ ammissibile questo comportamento disonesto e di provincia, in cui gli artisti italiani vengono bypassati dal solito giro prestabilito, quando le pretese sono quelle di una giuria internazionale e gli artisti stranieri invitati rispondono a tutt’altri canoni e selezioni. Povera italia.

  • stefania

    mi piace Domenico Cordì

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Ancora con questi recinti per pecorelle smarrite…