Dagli al professore. Da un giovane Luca Nannipieri un pamphlet contro Salvatore Settis

Sarà che i mostri sacri, in Italia, non li tocca nessuno, o quasi. Sarà che la gerontocrazia è una male che pare impossibile estirpare. Sarà, e quindi anche quando sotto la scure cade la testa del rispettabilissimo Salvatore Settis, ce ne rallegriamo. Perché il nostro Paese ha bisogno di un poco di sano istinto parricida. Un consiglio di […]

Sarà che i mostri sacri, in Italia, non li tocca nessuno, o quasi. Sarà che la gerontocrazia è una male che pare impossibile estirpare. Sarà, e quindi anche quando sotto la scure cade la testa del rispettabilissimo Salvatore Settis, ce ne rallegriamo.
Perché il nostro Paese ha bisogno di un poco di sano istinto parricida. Un consiglio di lettura va dunque per il pamphlet di Luca Nannipieri (classe 1979) sulla “bellezza ingabbiata dallo Stato” edito da ETS, che tante polemiche ha sollevato. Una lettura che prende al massimo un’oretta, ma che dà da pensare per molto più tempo.

– Marco Enrico Giacomelli

www.edizioniets.comwww.centrostudisansavino.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Monica

    Sul parricidio, istinto che manca al nostro Paese e ne frena ogni spinta rivoluzionaria, mi viene sempre in mente una frase di Umberto Saba.

    • me.giacomelli

      Un aiutino?

  • a. p.

    “mio padre è stato per me l’assassino”
    ho indovinato?

    • hm

      possibile, dato che saba era gay dichiarato il padre gli avrà rifilato un calcio nelle palle . provincia di bergamo style .

  • hm

    anzi sorry apprendo ora da wikipedia fosse un frocio velato sposato oltre che triste ebreo perseguitato depresso, ma a parte tutto da ciò che ho letto mi è sempre sembrato un poetucolo minore non capisco perchè ci sto perdendo sopra tutto questo tempo .

  • Il problema è che c’è una classe di burocrati conservatrice che si erta a difesa del patrimonio artistico, del paesaggio e della bellezza solo in funzione di tutela e non attiva. “Nego ergo sum” è la frase che più li rappresenta, come ben detto da Daverio. In realtà i beni non vanno solo tutelati, ma, al contrario, vanno amministrati, usati e gestiti intelligentemente per la creazione di valore, cultura e tutto il resto. Fare i cani da guardia ormai è solo anacronistico!
    Ben vengano i libri di questo tipo!

    • annarosa

      Scusa, Daniele, chi ti ha detto che Settis è un burocrate? lo conosci bene? cosa sai del suo lavoro? Sono decenni che si occupa di “amministrare, usare e gestire intelligentemente” le opere d’arte “per la creazione di valore, cultura” – e non so cosa sia “tutto il resto”. Ha avuto un’intensissima attività didattica, di ricerca, di promozione di mostre, di edizioni, ha formato moltissimi giovani validi, scrive sui quotidiani cose scomode e coraggiose.
      E’ lui la persona nel mondo dell’arte con cui prendersela? Da chi ci si sente rappresentati, da Sgarbi? O dai mercanti d’arte, o dagli storici dell’arte che ‘vendono’ attribuzioni altisonanti e false? O da chi vuol far prevalere l’arbitrio e l’interesse dei privati nella gestione di un patrimonio che è di tutti?
      Ma per favore: se dobbiamo sparare, cerchiamo di sparare nella direzione giusta.
      Parricidio: è una colpa avere 70 anni? Averne come Settis, e come molte persone che hanno tanto da insegnare; e prima di ‘uccidere il padre’, cerchiamo di capire quel che fa.
      Se parliamo di vecchi da spedire a casa, guardiamo verso Palazzo Chigi, da cui è venuto il disastro Bondi, i paurosi tagli alla scuola e alla cultura, e ora ora il Parnaso dell’Appiani definito un bunga bunga da quell’ignorante maniaco.

      E poi scusa: ma “si erta” che verbo è?

      • hm

        -Da chi ci si sente rappresentati, da Sgarbi?-

        nono figurati, solo da bluh

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      In Italia, coloro che si fanno paladini della salvaguardaia e valorizzazione del ricco patrimonio culturale, si comportano come tanti piccoli imperatori senza esercito.