David Hockney (Bradford, 1937) è senza dubbio uno dei più grandi pittori viventi. La sua opera, vasta e influente, comprende anche disegni, fotografie, stampe, collage e scenografie. In questa intervista, pubblicata dalla web tv del Louisiana Museum of Modern Art, Hockney racconta alcuni episodi della sua vita, mettendo sempre in evidenza il fattore “visione”. In particolare, il pittore ricorda quella volta in cui fu invitato in California dalla Adobe per il lancio di Photoshop, il software che avrebbe cambiato per sempre la storia della fotografia: “Photoshop è fantastico, ma ha fatto diventare tutti i giornali simili tra loro, e quindi molto più noiosi”. E continua, sottolineando la supremazia dell’occhio umano: “Il gufo dipinto da Picasso contiene molta più ‘gufitudine’ di un esemplare impagliato. Questo perché rappresenta il gufo visto attraverso gli occhi di una persona”.

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AutoreDavid Hockney
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.