Yayoi Kusama (Matsumoto, 1929) è un unicum nel mondo dell’arte contemporanea. Amata allo stesso modo sia dagli addetti ai lavori che dai profani, che invadono in massa le sue grandi installazioni, l’artista giapponese continua a sfornare lavori e organizzare mostre senza un attimo di respiro, nonostante l’età ormai avanzata. Quello che rende le sue opere così accattivanti è senz’altro il loro grado di sincerità: Kusama è un’artista che riversa nella propria produzione tutta se stessa: la sua storia, i suoi problemi, la sua umanità.
In questo video immersivo girato dal New York Times, che lo spettatore può esplorare a 360 gradi, vediamo le principali installazioni della mostra al museo Hirshhorn di Washington, in corso fino al 14 maggio, sotto la guida della direttrice del museo Melissa Chiu.

– Valentina Tanni

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AutoreYayoi Kusama
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.