L’ennesimo festival di cinema? In realtà uno tra i più longevi e con un’identità precisa, mantenuta nel tempo: Filmmaker nasce nel 1980 a Milano, con la volontà di promuovere produzioni indipendenti, nuovi autori, nuovi linguaggi, nuove modalità di relazione col pubblico, nuove estetiche. Un festival pensato come un laboratorio aperto, da cui sono passati grandi maestri e straordinari pionieri, oltre a uno stuolo di giovani, poi impostisi sulla scena nazionale ed internazionale. Cinema di ricerca, dunque. Nelle forme, nelle strategie, nei contenuti.
Atteso tra il 28 novembre e il 18 dicembre prossimi, Filmmaker annuncia una sezione OFF, con due grandi eventi pensati per delle sedi istituzionali non tipicamente destinate al cinema (spazi per l’arte, il teatro, la musica, frequentati da target di pubblico diversi), e poi un doppio omaggio a Peter Tscherkassky, celebre cineasta d’avanguardia,  ed Eve Heller, regista americana, ospitata più volte da musei internazionali, oltre a una retrospettiva con la filmografia completa del grande outsider Lech Kowalski, poeta di un cinema crudo e ribelle.

Tra le molte novità anche un contest  che ricalca l’attitudine creativa, sperimentale e partecipativa della rassegna. Sarà il web a scegliere la sigla di Filmmaker, spulciando tra le dieci proposte di altrettanti autori, pubblicate sul sito del festival e tutte ispirate al fascino dell’animazione: una selezione di opere arrivate da animatori professionisti e da studenti, che nella seconda fase saranno ridotte a quattro, grazie ai like della rete. Quindi, sarà una giuria tecnica a vagliare la short list e a decretare il vincitore. La sigla prescelta aprirà ufficialmente tutti i programmi di proiezione del festival, mentre il suo autore si aggiudicherà un premio di 500 euro, oltre a 2 abbonamenti gratuiti per assistere agli appuntamenti di Filmmaker.
Gustatevi dunque i video in gara e poi votate, all’interno della sezione “sigle animate”. Più di uno merita un click, ma anche noi abbiamo fatto la nostra scelta, puntando sul progetto di Laura BiancoDorotea Pace: un efficace gioco di scatole magiche – ricomposte alla fine nel logo del festival – in cui si combinano effetti vintage, memorie di vecchi film, siparietti poetici e illustrazioni surrealiste. Quarantotto secondi ben congegnati, costruiti con raffinatezza.

Helga Marsala

www.filmmakerfest.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.