Si perdono nella vastità magniloquente dei giardini di Versailles, progettati dal giardiniere di Luigi XIV, André Le Nôtre: sono grandi sculture dislocate tra le file di querce, le geometrie di piazze e viali, le candide statue neoclassiche e le prospettive rigorose. Nuove presenze, smarrite nell’aristocratico parco di Re Sole, ma mai sopraffatte o sminuite. Perchè Giuseppe Penone, uno dei maestri dell’Arte Povera, tra i più grandi artisti italiani viventi, dell’armonia tra le opere e i luoghi ha fatto la sua arte, declinando la diffusa vena concettuale nei toni di una personalissima cifra poetica.
A Versailles, dopo gli interventi di star internazionali come Takashi Murakami e Jeff Koons, l’artista piemontese inaugura un dialogo meditativo con gli ambienti interni ed esterni della reggia. Come a descrivere il perimetro di uno spazio visivo, tanto maestoso quanto raccolto, Penone calcola distanze, fughe, proporzioni, innestandosi con grazia sull’impianto architettonico di Le Nôtre e poi cercando le armonie necessarie tra la genuinità dei materiali palstici e la fastosità degli ambienti. I tòpos del suo lavoro ci sono tutti. Gli alberi e le foglie, protagonisti monumentali del suo teatro estetico, e quella conosociuta commistione di legno, marmo, bronzo, esaltati nella percezione tattile e olfattiva.

Così, l’odore fresco e speziato delle foglie di tè, ammassate sui muri, ridefinisce i contorni della stanza, proiettandola verso l’orgine della vita stessa. Tra scorza e scorza è invece un enorme tronco spaccato in due, titanico reperto di una furiosa tempesta, che all’interno custodisce una quercia, sbocciata nel vuoto che separa le due parti, aprendo a possibili rigenerazioni.
I blocchi di marmo, idealmente in dialogo con i nudi mitologici che abitano il giardino, altro non sono che rappresentazioni astratte di un’energia sotterranea, come radici che spingono da sotto la superficie, come increspature d’acqua o intrecci vascolari, materia che trasmuta e intercetta i suoni, i timbri, gli equilibri intorno. E poi quel tronco folgorato e divelto, successivamente fuso in bronzo, che orienta lo sguardo e buca l’azzurro del cielo, con una patina d’oro a rivestire le ferite, quasi facendosi esso stesso fulmine, fiamma.

Giuseppe Penone - Versailles, Parigi
Giuseppe Penone – Versailles, Parigi

Nel solco tra monumentalità e dinamismo si colloca ancora Sigillo, un tappeto marmoreo su cui è rimasta impressa, in negativo, la texture di una colonna lavorata in rilievo, srotolata sul lungo ritaglio bianco. E’ un altro segno inciso sulla vasta superficie dei giardini, adagiato tra la ghiaia, a raccontare una storia di relazioni mute, di tempi circolari.
Quello orchestrato da Penone per Versailles è un unico concerto per immagini, in cui altezze, volumi, strutture, consistenza delle superfici, fragranze, scritture cesellate, si armonizzano nell’idea di una relazione processuale tra le forme dell’arte e quelle del paesaggio, entrambe chiamate a rincorrersi, a specchiarsi, a tentare innesti virtuosi. Inseguendo quel “principio d’identità fra essere umano e natura“, che salva e che supera la storia.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • giovanni

    Giuseppe penone con le sue sculture albero interpreta in maniera inequivocabile lo stretto legame arte natura,in un dialogo armonico con l’ambiente che le accoglie e le ingloba.Grande maestro.

  • Pneumatici michelin

    Chi la dura la vince : celebrando un certo periodo storico c’é il
    Momento di attenzione anche per le figure secondarie dell’arte povera.
    Questa difesa della natura spoliticizzata e ingenua , quest’uso stanco
    dell’elemento Materiale naturale esibito di per sé , suonano ovvi.
    La crudezza dell’operazione concettuale tenta di stemperarsi in un sottofondo
    Sentimentale adatto alle scampagnate domenicali, quando ci possiamo
    Scordare le complessitá della settimana

  • Angelov

    Nei suoi lavori, mi sembra, che Penone persegua l’obbiettivo di mettere lo spettatore in relazione ad una certa realtà, o ad una sua percezione di questa realtà, che è il mondo delle cose della Natura. L’aspetto estetico è secondario, tanto è vero che il suo lavoro da un punto di vista della scultura, è molto carente; nondimeno, sembra che lui utilizzi metodi quasi alchemici per richiamare la nostra attenzione sugli obbiettivi che si è prefissato. Quando dice che la realtà dell’Albero, consiste in Luce e Gravità, dimostra grande sapere in fatto della materia che sta trattando. Ma ciò che non sembra convincere, è che infondo lui esibisce solo alberi secchi o nella loro fase invernale: ma a pensarci bene, è solo così che riesce a fotografare e rendere, un momento della storia della cultura occidentale, nella sua attuale fase di profonda ibernazione di valori.

  • Pneumatici Michelin

    Angelov
    Giá in una recente occasione ti avevo fatto notare come i fenomeni naturali non funzionino piú per rappresentare il mondo o le questioni delle societá attuali e tantomeno quella che tu definisci ibernazione di valori, connessa invece con elementi politici economici tecnologici ecc
    Ovviamente non penso che l’ecologia sia una questione trascurabile: soltanto mi pare che le tematiche e l’approccio dell’arte povera sopratutto in questo caso suonino datate a riguardo

    • Angelov

      Caro Pneumatici Michelin, anche questa volta hai abboccato.
      Se ti preoccupa il fatto che i miei commenti possano corrompere la gioventù ateniese, visto che mi vieni dietro come un pesce pilota, ti invito a leggerli i miei commenti, prima di criticarli, anche perché sono scritti perché possano essere letti anche da altri…
      L’uso del web è libero; forse non per molti di noi Italiani, abituati a far valer i nostri pedigree prima ancora di entrare nel merito delle questioni.
      Forse è poco che clicchi su Artribune, e non hai ancora capito…ma devi crescere, hai tempo…non ti preoccupare, ragazzino.

  • Pneumatici michelin

    Caro angelov
    Non direi che ti vengo dietro come un pesce pilota
    Dato che diverse volte sei stato tu a commentare i miei
    Commenti almeno tante volte quanto io ho commentato
    I tuoi. Tra l’altro non abbocco a un bel niente ma scambio
    Opinioni con chiunque , anche con te , pensa un pò.
    Fin’ora peró mi pare che non hai dimostrato
    Tutta questa maturitá per permetterti di chiamare ragazzini gli
    Altri: guarda che io ti ho espresso un opinione e non ti ho
    Insultato.
    Il problema é che per alcuni ritrovarsi di fronte opinioni
    Diverse suona come un atto blasfemo….

  • Pneumatici michelin

    Anch’io sono un’essere umano!:))

    • Angelov

      …allora dimostralo;=))