Gli autori lo hanno definito un “documentario onirico”, che di per sè è già una contraddizione in termini. Documentazione di un frammento di realtà, ma con quelle atmosfere che appartengono ai sogni e alle vertigini immaginative. Perché Adiosu, un film diretto da Martino Pinna, racconta una realtà talmente marginale, talmente sospesa, invisibile, immobile, incomprensibile, che è come trovarsi in mezzo a un paesaggio tutto mentale: a enfatizzare l’effetto ci sono i movimenti lenti della camera, i suoni aerei e sinistri, i dettagli incongrui su cui la camera indugia, poeticamente; e poi la voce narrante, unica presenza umana che accompagna l’occhio attraverso le scene, scandendo il passare dei giorni lungo fili narrativi discontinui.
Adiosu è il ritratto di una Sardegna che non c’è. E che però vive il suo destino di decadenza, di crolli, di catastrofi trascorse, di residui galleggianti, di indizi silenziosi, di tetti franati, di carogne, di valige vuote, di corpi fuggiti, di paesaggi che penetrano capannoni e abitazioni, di cinguetti e rumori di passi. Sardegna malinconica. Sardegna senza tempo e senza risveglio.

Il progetto nasceva nella primavera del 2013 in forma di archivio on line, una straordinaria mappatura di tutti i luoghi abbandonati dell’isola, con tanto di catalogazione e documentazione fotografica. “Sardegna Abbandonata” è dunque un sito web, ma soprattutto un’idea e un desiderio: tramutare tutto quel lavoro in un’opera filmica. Sfida oggi compiuta.
Per riuscire a sostenere i costi di produzione la squadra ha scelto la via del crowdfunding, raccogliendo fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso. Ne è nato Adiosu, che in lingua sarda significa “arrivederci”, un’esplorazione lenta dei movimenti di sparizione che interessano il paesaggio urbano e bucolico: paesini fantasma, archeologia industriale, edifici deserti, ville abbandonate. Luoghi liminali, come punti cienchi o rimozioni del territorio. Da ricondurre allo sguardo, con dedizione.

Helga Marsala

www.sardegnaabbandonata.it

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.