Possiamo definire una partitura come una scrittura musicale, che della musica opera una visualizzazione, traducendola in segni e dunque in immagine? O è forse la musica solo un’interpretazione acustica di una partitura visiva, di un testo composto da simboli, codici, valori? Una soglia sottile, quella tra le due accezioni. Un soglia che spesso si è dissolta, impallidita, complicata, sfilacciata. E lungo la quale si è consumato, nei secoli, il miracolo di alchimie creative sempre nuove.
Candas Şişman, giovane artista turco dedito alla ricerca elettronica, sonora e multimediale, nato a Smirne nel 1982, fondatore di NOHlab studio con Deniz Kader, ha esplorato questo complesso campo estetico-linguistico attraverso il suo recentissimo SYN – Phon: un progetto elaborato la scorsa estate, durante un suggiorno di ricerca presso la Budapest Art Factory (BAF), come secondo ospite del programma di residenze annuale dell’Istituto ungherese.

Il lavoro è sfociato in un evento performativo, tenutosi la sera del 29 giugno, insieme ai musicisti  Barabás Lőrinc e Ölveti Mátyás: tromba, violoncello e suoni registrati dallo stesso Şişman in luoghi diversi di Budapest, si fondono con la notazione grafica concepita come flusso armonico ed astratto. Un esperimento di composizione, scrittura ed improvvosazione, tra arte del suono e arte del calcolo numerico, offerto al pubblico in una forma coinvolgente; il tutto partendo da una comparazione teorica tra la comunicazione concreta, codificata, conservativa della lingua e quella effimera, universale, audace della musica. Così, tra quel “syn” e quel “phonè” c’è tutta la condivisione e il simultaneo risuonare delle voci, le forme, le icone, le energie intercettate lungo il solco del linguaggio e tramutate, dall’arte, in esperienza demiurgica, di capovolgimento e di rottura. Nuove scritture, nuove visioni, fuori dalle linee già tracciate.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.