Ritratto di un illustratore da giovane. Anzi, di quattro illustratori. Che sono per l‘esattezza Alessandro “Shout” Gottardo, Emiliano Ponzi, Olimpia Zagnoli e Francesco Poroli: giovani che, innamorati della forza comunicativa dell’immagine, grazie al talento, lo studio, l’intraprendenza e l’uso della tecnologia, hanno realizzato un sogno. Diventando professionisti richiestissimi sulla piazza nazionale ed internazionale. Lunga la lista delle testate con cui collaborano e hanno collaborato: La lista dei giornali per cui lavorano è ampissima: New York Times, The New Yorker, Los Angeles Times, Time, Wired, GQ, Vanity Fair, Newsweek, The Washington Post, BusinessWeek, The Boston Globe, Le Monde, The Guardian, London Telegraph, Rolling Stone. E poi importanti brand, dalla moda alla cosmesi, agenzie pubblicitarie, case editrici,  passando per fondazioni e organizzazioni umanitarie.
Essere un illustratore, all’alba del terzo millennio. Un mestiere che sa di contemporaneità e di nuovi media, e che pure esiste, in altre forme e con altri mezzi, da molto tempo. Perché se un’”immagine vale più di mille parole”, come recita un vecchio detto, la cura nel confezionare frontespizi, illustrazioni per quotidiani, locandine pubblicitarie, loghi di aziende e insegne di botteghe, è qualcosa di veramente antico.
Oggi, però, è tutta un’altra storia. Mercato globale, hi-tech, internet, multinazionali, contaminazioni tra le arti e i linguaggi creativi e quell’overdose del visivo che ha tanto saturato la sfera della comunicazione e ogni angolo del sociale, eleggendo l’immagine a vera protagonista dell’epoca a cavallo tra XX e XXI secolo.

Dunque, che significa essere illustratori oggi? Come ci si diventa? Come  viene fuori un lavoro? Quanto tempo ci vuole per creare uno stile personale? Quali ricette per lavorare con riviste, siti web e giornali internazionali? I protagonisti di questo documentario, realizzato in forma di intervista multipla da Andrea Chirichelli e Marco Bassi, provano a rispondere, raccontandosi davanti alla videocamera, dai loro ambienti di lavoro.  “A un certo punto diventa quasi una cosa meccanica, è più l’allenamento costante di tradurre per immagini un testo, che uno fa tutti i giorni per X anni, che ti permette di passare da un progetto a un altro”, racconta Alessandro Gottardo. “Capita spesso di fare una copertina di un libro, una pubblicità, un poster, un articolo di giornale (giornali molto diversi tra loro, da quello politico a quello femminile)… Tutte queste cose hanno problematiche molto diverse e non c’è una ricetta in realtà. Credo sia solo l’allenamento costante che hai, tutti i giorni, che ti permette di saltare da un progetto all’altro e di mantenere una certa lucidità”. Lucidi quanto creativi, elastici e rigorosi, riconoscibili ma eclettici. Assorbendo come spugne la lezioni di artisti, disegnatori, pubblicitari, altri illustratori, per metabolizzarli e farne nutrimento di un personalissimo linguaggio. Sempre in cerca dell’immagine giusta, capace di raccontare storie, cose, idee, più di mille parole.

Helga Marsala

http://www.olimpiazagnoli.com/
http://www.francescoporoli.it/
http://www.emilianoponzi.com/
http://www.alessandrogottardo.com/

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.