Sky, canale 141, una Tv chiamata Babel. Con ormai due anni di vita alle spalle, la prima televisione dedicata agli italiani d’oggi prosegue il suo progetto di informazione e approfondimento intorno ai movimenti di immigrazione e ai cambiamenti sociali del presente, puntando a una ridefinizione del concetto di italianità in rapporto a quelli di internazionalità e differenza. Un progetto in cui convivono cultura, storia, attualità, cronaca, viaggi, intrattenimento. E in cui c’è anche l’arte contemporanea. Grazie, ad esempio, ai documentari monografici scritti da Alessandra Galletta e dedicati ad artisti stranieri trapiantati in Italia. Tra questi anche Adrian Paci. Albanese, nato a Scutari nel 1969, Paci racconta davanti alla camera il suo percorso creativo, partendo dalla sua ultima grande mostra istituzionale: una personale inaugurata dal Jeu de Paume di Parigi il 26 febbraio 2013. Opere importanti della sua lunga produzione, in cui predominano temi sociali e affettivi, orientati all’esplorazione del senso di appartenenza e di abbandono, di radicamento e di nomadismo, di identità e di ibridazione.

Tra queste anche una nuova creazione, pensata appositamente per l’appuntamento in terra francese. The Column è un progetto poderoso, che ha richiesto un anno di lavoro, con numerosi viaggi tra l’Asia e Europa e tre grandi gallerie internazionali in campo (Galerie Peter Kilchmann di Zurigo, Kaufmann Repetto di Milano, Peter Blum Gallery di New York). Protagonista è un blocco di marmo, estratto in una cava a nord di Pechino, caricato su una nave cargo e lavorato da artigiani cinesi durante la traversata. Materiale prezioso, allo stato grezzo, che prende forma durante il cammino: sbozzato, cesellato, generato nella durata incerta di quella parentesi sospesa che ogni viaggio rappresenta. Là dove ogni cosa si trasforma: individui, popoli, linguaggi, speranze, memorie. A latere, riflessioni di natura sociale ed economica, misurando il grado di efficienza e di velocità della manodopera specializzata cinese, in rapporto al tempo e ai costi: il tempo della produzione coincide con quello del trasporto, accorciando le attese ma sacrificando le vite dei lavoratori.
Dal blocco di marmo candido viene fuori una colonna classica con capitello corinzio, elemento tradizionale dell’immaginario architettonico occidentale, arrivato per contrasto da una cava asiatica e lavorato da sapienti mani orientali. La colonna è stata esposta in anteprima mondiale al Jeu de Paume, mentre un video raccontava la straordinaria esperienza consumata a bordo della nave.
La mostra Vies en transit, una riflessione su quelle identità che si definiscono, paradossalmente, a partire da una condizione di instabilità e di passaggio, si è chiusa lo scorso 12 maggio. Il report di Bebel ne restituisce la memoria, attraverso immagini e parole. Un estratto, su Artribune Television.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • michele

    Un grandissimo. Uno di quelli che rimarranno.
    Stima infinita.

  • Grande Adrian!! Onorati di aver esposto i tuoi primi lavori nella nostra galleria!

  • A mio parere l’artista che doveva occupare da solo il Padiglione Italia 2013. Ma siamo “curatorialmente” e criticamente molto confusi da diversi anni.

    • Stavolta concordo con te, Luca. Un grande progetto site specific, firmato da un artista di questa levatura. Ce ne saremmo ricordati negli anni.

      • Helga, secondo me concorderesti più spesso, perchè non seguo ideologie ma la logica e il buon senso. :)

  • Angelov

    Con tutto il rispetto per un artista che stimo, e che come persona sa esprimersi con sensibilità e modi molto accattivanti, il progetto The Column, non mi sembra una delle sue opere più riuscite.
    Ed anche questa mancanza di criticità, che può solo nuocere allo stesso artista, la trovo fuori luogo.
    Così tanta facilità e superficialità nel dare per scontate delle esperienze straordinarie, quando sono compiute sempre da altri, crea un divario, che poi è colmato solo da convenzionali avvalli, ormai quasi ritualmente condivisi, e comunque a molte lunghezza di distanza da ogni sincero sforzo critico.

  • Non ho visto il lavoro ma mi sembra didascalico. Non dice nulla di + di quello che già si sa sul lavoro cinese, sui cambiamenti generati dal viaggio… La colonna è superflua. Mi piacerebbe tanto parlare con uno dei lavoratori cinesi che è stato sulla nave…