Andare al Museo per beccarsi un acquazzone? Entrare asciutti e uscire bagnati fradici? Questa sembrerebbe la sfida che il Barbica Centre di Londra ha riservato ai suoi visitatori. Con una straordinaria installazione dal titolo Rain Room. Ma il condizionale è d’obbligo: l’apparenza inganna. Lo spazio espositivo di 100 metri quadrati, travolto da un acquazzone artificiale (2.500 litri d’acqua che cadono dal soffitto, al ritmo di mille litri al minuto), nasconde in realtà una magia tecnologica. Grazie a delle telecamere che mappano lo spazio in 3D, e a dei sensori che rilevano la presenza dei corpi nello spazio, la cascata s’interrompe al momento giusto. Un po’ effetto Mosè: le acque si ritirano, non appena cui viene rilevata una presenza. Pioggia interattiva, capace di seguire il passo e interpretare il movimento: basta camminare con lentezza, per riuscire a schivare il muro di pioggia, consentendo al dispositivo di intercettarti. Mettersi a correre, invece, è vivamente sconsigliato: in quel caso bagnarsi diventa inevitabile.

Nei due video prodotti dal Barbican l’installazione viene ripresa prima con dei visitatori all’interno, poi con uno spettacolo di danza: la coreografia è di Wayne McGregor per Random Dance Company, tutta giocata sulla sensazione di fluidità, di circolarità, di immersione, con musiche composte da Max Richter.
Per chi si trovasse a Londra ci sono ancora due giorni per concedersi questa esperienza. La Rain Room rimarrà allestita fino al 3 marzo 2013.

– Helga Marsala

www.barbican.org.uk

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.