Cinque mostre per il MAC di Lissone

Museo d’Arte Contemporanea, Lissone – fino al 19 aprile 2015. Il MAC ci ha abituato ai tour de force espositivi. Ora cinque mostre ne occupano le sale. Cinque personali, da Paolo Grassino a Matteo Fato.

Paolo Grassino, Ciò che resta, 2013, tubo corrugato in forassite e ferro
Paolo Grassino, Ciò che resta, 2013, tubo corrugato in forassite e ferro

Al pianterreno del MAC di Lissone, Paolo Ventura presenta D’arme e D’uomini, mostra che si colloca all’interno della rassegna Era una notte, voluta dal Comune per una sensibilizzazione culturale del centenario della Grande Guerra. L’artista si è reso protagonista, in prima persona, di una serie di sequenze fotografiche in cui vengono messe in scena le gesta eroiche e funeste della guerra. Ventura affronta il tema creando un’atmosfera ironica, surreale, ma anche malinconica e ferocemente amara, dove la guerra emerge per quello che è nella sua insensatezza. Il tutto è accompagnato da fotografie d’epoca, documenti, cartoline e prime stampe di opere futuriste.

Paolo Grassino, Ciò che resta, 2013, tubo corrugato in forassite e ferro
Paolo Grassino, Ciò che resta, 2013, tubo corrugato in forassite e ferro

Al piano interrato troviamo invece il Magazzino Oscuro di Paolo Grassino: qui l’artista ha trovato uno spazio ideale per esprimersi al meglio, occupando l’intera sala e creando con le sue opere un allestimento totalizzante. I pallet utilizzati per trasportare le opere sono impilati a creare un muro, ambiguo nel suo essere strutturalmente significativo (contribuisce a creare una dimensione installativa) e al contempo destrutturante, in quanto frammenta prepotentemente lo spazio espositivo. Ambiguità, quasi angoscia, rafforzata dalla presenza, sul muro di pallet, di figure di quadrupedi mutilati, messi come a fare la guardia, non si sa se al muro o alle altre opere presenti. L’esposizione, così pensata, costringe lo spettatore a un’immersione totale nei meandri oscuri della quotidianità, dove le ansie e le paure vengono enfatizzate come mezzi per esaltare la vitalità.

Sergio Breviario, Marmo umido, 2014, polaroid fuji film
Sergio Breviario, Marmo umido, 2014, polaroid fuji film

Procedendo al primo piano si incontra la mostra di Sergio Breviario, The Belle of The Ball, anteprima di un lavoro che si concluderà in un volume a tiratura limitata. Il progetto parte da una serie di fotografie di macchine utilizzate per tagliare il marmo. Rielaborando gli scatti in forme concentriche, l’artista ha creato immagini suggestive, in cui i personaggi principali sono spesso un Re e una Regina, sempre assorti nelle apparizioni fantastiche che li circondano. Quasi come le macchine taglia-marmo da lui fotografate, Breviario si autolimita nel disegno, creando una serie di tavole ricche di ironia e intensità.

Matteo Fato, (Olio su Scala), 2011-2014, china su carta
Matteo Fato, (Olio su Scala), 2011-2014, china su carta

La mostra di Matteo Fato, Krinein (La) Crisi, si espande al secondo piano senza soluzione di continuità con un allestimento che crea un vero e proprio spazio espressivo, dove le casse usate per trasportare le opere diventano parti integranti delle stesse. L’artista indaga la crisi storica e personale dei mezzi espressivi da lui utilizzati, muovendosi tra scultura e pittura, senza incertezze, affrontando i grandi temi storici della pittura come i ritratti e i paesaggi, e risolvendoli in modo del tutto personale e attuale. La crisi costringere l’artista a confrontarsi con se stesso e al contempo lo mette di fronte all’obbligo di una rinascita, ed è soprattutto questo il rapporto che Fato instaura con le proprie opere: documentare non il soggetto ma la relazione tra l’artista e il suo mezzo.

Vincenzo Rusciano, Passaggio #2, 2014, jesmonite, legno, ferro, lattice, vernice, grafite (particolare) - photo Danilo Donzelli
Vincenzo Rusciano, Passaggio #2, 2014, jesmonite, legno, ferro, lattice, vernice, grafite (particolare) – photo Danilo Donzelli

Infine, nella project room si ha un assaggio dell’opera di Vincenzo Rusciano con la mostra Echi dal Bianco. L’artista, presente con solo due opere, indaga attraverso il marmo, con indole quasi da archeologo, l’ambiguità con cui si procede alla conservazione del patrimonio artistico, mettendo in evidenzia l’assenza, l’incuria e l’abbandono, e rimandando alle sensazioni polimateriche dei laboratori di restauro.

Dario Moalli

Lissone // fino al 19 aprile 2015
Paolo Ventura – D’arme e D’uomini
a cura di Walter Guadagnini
Paolo Grassino – Magazzino Oscuro
a cura di Alberto Zanchetta
Sergio Breviario – The Belle of the Ball
a cura di Alberto Zanchetta
Matteo Fato – Krinein (La) Crisi
a cura di Alberto Zanchetta e Gianni Garrera
Vincenzo Rusciano – Echi dal Bianco
a cura di Alberto Zanchetta
MAC
Viale Padania 6
039 2145174
[email protected]
www.comune.lissone.mb.it/museo-arte-contemporanea

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42801/paolo-ventura-darmi-e-duomini/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42800/paolo-grassino-magazzino-scuro/
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http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42799/matteo-fato-krinein/
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