Un’analogia tra geometria e politica. Annaïk Lou Pitteloud a Lugano

Museo Cantonale d’Arte, Lugano – fino al 1° febbraio 2015. L’ala est del museo svizzero è stata trasformata in una scatola bianca. Dove Annaïk Lou Pitteloud dimostra un teorema.

Annaïk Lou Pitteloud - Esercizio sullo stato attuale - veduta della mostra presso il Museo Cantonale d’Arte, Lugano 2014
Annaïk Lou Pitteloud - Esercizio sullo stato attuale - veduta della mostra presso il Museo Cantonale d’Arte, Lugano 2014

Uno slittamento percettivo fa credere, anziché essere saliti ai piani superiori del Museo Cantonale di Lugano, nell’ala est, di essere scesi ed essere capitati in uno dei tanti, rigorosi autosilos della città svizzera. Spaesamento acuito dalla prossimità rispetto alle tele del Bramantino, a qualche metro di distanza. Nessun errore, però: si è ancora all’interno del museo, che Annaïk Lou Pitteloud (Losanna, 1980; vive ad Anversa) ha esasperato nella trasformazione in un white cube: cemento, bianco, luce fredda di neon.
Nella disamina puntuale che il museo svizzero dedica alla scena artistica emergente nazionale, non poteva non aver spazio quest’artista ormai residente in Belgio, ma con un curriculum decisamente legato al suo paese di nascita.

Annaïk Lou Pitteloud - Esercizio sullo stato attuale - veduta della mostra presso il Museo Cantonale d’Arte, Lugano 2014
Annaïk Lou Pitteloud – Esercizio sullo stato attuale – veduta della mostra presso il Museo Cantonale d’Arte, Lugano 2014

L’Esercizio che Annaïk Lou Pitteloud ha scelto di mettere in scena nelle due sale di Lugano non è immediato a comprendersi. Un esercizio più teorico che pratico, di cui il bel catalogo, che merita indubbiamente una segnalazione, rappresenta un compendio quasi indispensabile per seguire i serrati passaggi tra il matematico, il geometrico e il filosofico che portano alla proposta visiva. Non casuale, dunque, l’applicazione attraverso nastro adesivo colorato ciano, magenta, giallo e nero di una regola universalmente applicabile ad ambienti con un “qualche rapporto di similitudine”, recita il sottotitolo, in cui proprio l’aggettivo indefinito, incrinando apparentemente per un attimo il rigoroso sviluppo, ne amplifica la potenzialità. Si tratta di una schematizzazione retta da un sistema di assiomi e corrispondenze tra simboli, forme e ideologia, al limite dell’ermetico.

Annaïk Lou Pitteloud - Esercizio sullo stato attuale - veduta della mostra presso il Museo Cantonale d’Arte, Lugano 2014
Annaïk Lou Pitteloud – Esercizio sullo stato attuale – veduta della mostra presso il Museo Cantonale d’Arte, Lugano 2014

In questa sperimentazione di un modello, se dal punto di vista estetico e formale i richiami al Minimalismo sono evidenti, diventa più difficile afferrare il contesto politico, ugualmente presente. Il sistema consiste, infatti, in una riproposizione della tripartizione dei poteri alla base dello stato democratico, e, nella seconda stanza (quella che mostra un “qualche rapporto di similitudine” con la prima), nella rappresentazione dello scarto tra questa struttura ideale e la realtà. Qui si introduce un quarto elemento che può simboleggiare due alternative: l’esistenza di una maggioranza marginale, esclusa dall’esercizio del potere politico oppure di una minoranza dominante nascosta e condizionante le dinamiche del potere stesso. Un’analisi politica travestita da dimostrazione matematica.

Marta Cereda

Lugano // fino al 1° febbraio 2015
Annaïk Lou Pitteloud – Esercizio sullo stato attuale
a cura di Elio Schenini
MUSEO CANTONALE D’ARTE
Via Canova 10
+41 (0)91 81579 71
[email protected]
www.museo-cantonale-arte.ch

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41563/annaik-lou-pitteloud-esercizio-sullo-stato-attuale/

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.
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