Marvin Gaye Chetwynd torna a Milano. Da Massimo De Carlo

Galleria Massimo De Carlo, Milano – fino al 17 gennaio 2015. Dopo l’imponente, carnascialesca performance di oltre sette anni fa, l’artista londinese propone un percorso più oscuro e spirituale. Una personale che irride qualsiasi presenza di scena attraverso continui disvelamenti del mistero.

Bat Opera 2, la seconda personale dell’irriverente Marvin Gaye Chetwynd (Londra, 1973; vive a Glasgow) rapprende e s’infittisce a mano a mano che la si attraversa, senza lasciare il tempo di operare alcun discrimine, tra le peripezie di un pensiero, fin troppo lucido, e la conformazione di installazioni, dipinti, video rimasti in galleria, come segno vivo. Di un ritorno o di una partenza, incontrovertibilmente circolari. Nella terza sala della mostra, una personale che finalmente lascia compiere un percorso visionario e processuale, nella pratica della Chetwynd: lunghe strisce in tessuto colorato nascondono, alternativamente, le distanze tra i lavori e una certa inter-relazione tra di essi. Il percorso appare quasi misterico, regalando talvolta paesaggi di quiete. Seguendo il titolo di questa personale, alle pareti la serie di dipinti Bat Opera indaga, a tratti in maniera leziosa e inconsciamente infantile, la dimensione onirica, proiettiva e narrativa di uno degli animali più intensi fra le creature della notte.

 

Ginevra Bria

 

Milano // fino al 17 gennaio 2015
Marvin Gaye Chetwynd – Bat Opera 2
MASSIMO DE CARLO
Via Ventura 5
02 70003987
[email protected]
www.massimodecarlo.com

MORE INFO: http://www.artribune.com/dettaglio/evento/40097/marvin-gaye-chetwynd-bat-opera-2

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Una normale installazione anzi una scultura grigia addobbata di colori si La scultura si presenta come un personale viaggio poetico nell’arte vissuto attraverso uno sviluppo delle forme e la sperimentazione dei materiali diversi, utilizzati per ragiungere esisti formali originali e con un dialogo ravvicinato
    tra materia e realtà, tra sogno e dimensione plastica.
    Cosa di più meraviglioso il colore anzi primario