Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano tra Duecento e Trecento

Pinacoteca Molajoli, Fabriano – fino al 18 gennaio 2015. Oltre cento opere, tra dipinti, sculture, miniature e oreficerie, per raccontare la straordinaria attività artistica della scuola marchigiana, da Giotto a Gentile. Un’occasione buona anche per condurre qualche nuovo studio scientifico. Ecco cosa è stato scoperto.

La mostra Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano tra Duecento e Trecento, a cura di Vittorio Sgarbi, ha accesso i riflettori su una regione feconda come le Marche e si sta confermando uno degli eventi più importanti dell’anno, tanto da essere stata prorogata fino al gennaio 2015. Cinquantamila sono stati finora i visitatori che hanno ammirato le cento opere esposte: dipinti, pale d’altare, tavole, affreschi staccati e oreficerie rarissime, miniature, codici e manoscritti. Tutte testimonianze della straordinaria fioritura artistica della scuola marchigiana, in particolare fabrianese. Il percorso espositivo si snoda tra opere dei primi decenni del 1300 con autori come il Maestro di Campodonico e il Maestro dei Magi sino ad arrivare ai capolavori di Gentile da Fabriano, a dimostrazione di quanto la città sia stata un centro propulsore di cultura figurativa, sia nella pittura che nella scultura, e una fucina di maestranze e artisti che hanno contribuito a dare voce a un Medioevo poliedrico e ricco di sorprendenti bellezze. Un progetto espositivo che ha attratto non solo visitatori, ma anche studiosi e ricercatori. I docenti dell’Università di Camerino del corso di Laurea di Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione e il Restauro hanno infatti condotto delle analisi scientifiche su diversi dipinti esposti in mostra, giungendo a interessanti scoperte riguardo le tecniche utilizzate.

Uno dei segreti svelati riguarda l’opera di Puccio di Simone Madonna col bambino e i santi Benedetto, Caterina d’Alessandria, Romualdo e Ludovico da Tolosa (sesto decennio del XIV secolo). Le analisi riflettografiche non invasive hanno mostrato che il panneggio della Vergine, oggi piatto e sordo, in realtà sia stato concepito in maniera ben diversa, con una maggiore morbidezza e volumetria. La professoressa Graziella Roselli ha inoltre individuato, attraverso la fluorescenza X, i tipi di pigmenti adoperati: il cinabro per il rosso, la malachite per il verde, il piombo per il giallo (giallo di Napoli), dimostrando la compatibilità storica dei colori con la datazione del quadro.
Un connubio, quello tra arte e scienza, che diventa sempre più importante per lo studio, la conservazione e il restauro delle opere d’arte. Una collaborazione che, passando attraverso competenze tecniche, giunge a individuare datazioni, attribuzioni, pentimenti o rifacimenti non visibili a occhio nudo, ma fondamentali nella costruzione del passato e indispensabili per la tutela del futuro. Un viaggio pieno di scoperte inaspettate, dove la scienza al servizio dell’arte contribuisce a scrivere nuove pagine di storia del nostro patrimonio.

Silvia Papa

Fabriano // fino al 18 gennaio 2015
Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano tra Duecento e Trecento
a cura di Vittorio Sgarbi
PINACOTECA CIVICA BRUNO MOLAJOLI
Via Del Poio 18
0732 5387
[email protected]
www.mostrafabriano.it

MORE INFO: http://www.artribune.com/dettaglio/evento/36035/da-giotto-a-gentile

 

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Silvia Papa
Storico dell’arte. Laureata in Storia e Conservazione dei Beni Culturali – indirizzo Storico Artistico – con una tesi quadriennale in Museologia e una seconda Laurea in Lettere con una tesi in Storia della lingua italiana, ha studiato all’Università di Copenhagen e ha insegnato lingua e letteratura italiana all’Università svedese di Falun. Da alcuni anni collabora come autore e redattore per riviste e blog, conferenziere e curatore di mostre per l’azienda di servizi per l’archeologia e i beni culturali ABACO Società Cooperativa.
  • Leonardo

    Mi perdoni dottoressa Papa, perché immagino che lei abbia riportato un comunicato stampa, ma quelle descritte da lei non mi sembrano elementi da classificare come “segreti svelati”, o “scoperte inaspettate” e per un dipinto come quello in questione, che peraltro è anche datato, è a dir poco superfluo interrogarsi e affermare la “compatibilità storica dei colori con la datazione del quadro”. Non servivano le indagini scientifiche per capire questo dato. Ugualmente definire un panneggio come quello “piatto e sordo” mi sembra fuori luogo.

    • Orazio

      Tra l’altro, mi sembra un po’ ridicolo vedere che questo articolo spunti solo ora (la mostra è iniziata nel luglio scorso), nel vivo della polemica contro la prevista mostra pagliaccia “Da Cimabue a Morandi”, come a voler recuperare l’insalvabile operato di Sgarbi. Ma avete provato almeno a leggere sia questo che il catalogo dell’altra mostra che il ferrarese ha all’attivo, quella su San Sebastiano a San Secondo di Pinerolo? Pietà.
      «Forza, lecchini e ruffiani di corte, accorrete tutti che il marchesino si sente solo e giustamente accusato da marchesi più capaci di lui».

    • Orazio

      Tra l’altro, mi sembra un po’ ridicolo vedere che questo articolo spunti solo ora (la mostra è iniziata nel luglio scorso), nel vivo della polemica contro la prevista mostra pagliaccia “Da Cimabue a Morandi”, come a voler recuperare l’insalvabile operato di Sgarbi. Ma avete provato almeno a leggere sia questo che il catalogo dell’altra mostra che il ferrarese ha all’attivo, quella su San Sebastiano a San Secondo di Pinerolo? Pietà.
      «Forza, lecchini e ruffiani di corte, accorrete tutti che il marchesino si sente solo e giustamente accusato da marchesi più capaci di lui».

      • Augusto

        Seppure agli sgoccioli ho visitato la mostra a Fabriano che mi ha felicemente sorpreso! dandomi inoltre l’opportunità di conoscere una Regione in cui non ero mai stato e che ho scoperto ricca di tesori. Grazie anche a lei gentile dottoressa, per le sue ulteriori osservazioni!!

  • Leonardo

    Mi perdoni dottoressa Papa, perché immagino che lei abbia riportato un comunicato stampa, ma quelle descritte da lei non mi sembrano elementi da classificare come “segreti svelati”, o “scoperte inaspettate” e per un dipinto come quello in questione, che peraltro è anche datato, è a dir poco superfluo interrogarsi e affermare la “compatibilità storica dei colori con la datazione del quadro”. Non servivano le indagini scientifiche per capire questo dato. Ugualmente definire un panneggio come quello “piatto e sordo” mi sembra fuori luogo.