Due artisti a zonzo. Franco Guerzoni e Luigi Ghirri

Triennale, Milano – fino al 9 novembre 2014. Anni Sessanta, Modena. Franco Guerzoni e Luigi Ghirri, ventenni, abitano l’uno accanto all’altro. Si conoscono, si frequentano, iniziano a discutere e a percorrere le strade della Bassa Padana. Una storia straordinaria che disegna un pezzo di arte italiana.

Luigi Ghirri fotografato da Franco Guerzoni, fine anni '60, Courtesy Archivio Franco Guerzoni
Luigi Ghirri fotografato da Franco Guerzoni, fine anni '60, Courtesy Archivio Franco Guerzoni

Il titolo della bella mostra, curata da Davide Ferri alla Triennale di Milano, Franco Guerzoni. Nessun luogo. Da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri, è sicuramente affascinante. Riesce perfettamente a rendere l’idea di un clima particolare. Siamo a Modena negli Anni Settanta, quando Franco Guerzoni (Modena, 1948) e Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Roncocesi, 1992) si conoscono. Non accade in un salotto intellettuale o a un’inaugurazione. I due abitano banalmente nella stessa strada e cominciano così a frequentarsi. Da quell’amicizia nascono grandi chiacchierate, discussioni e anche parecchie opere.
Non sempre le loro posizioni sono allineate, ma ugualmente in quei lavori si percepisce il calore e la forza del confronto. Luigi scatta fotografie e Franco le utilizza per realizzare le sue opere e alcuni preziosi libri d’artista come Archeologie e Affreschi, entrambi del 1973. Attraverso quelle immagini Guerzoni ritrova le sue origini “archeologiche”, con una trasposizione di luoghi mitici nella bassa padana, fra Mantova, Modena e Reggio. Sono i tragitti dei loro viaggi senza meta, alla ricerca di nulla e di tutto. A raccontare questa storia è lo stesso Guerzoni nel volume, pubblicato da Skira, a cura di Giulio Bizzarri, dal titolo omonimo, accompagnato da un interessante saggio di Arturo Carlo Quintavalle.

Franco Guerzoni, Archeologia, 1973
Franco Guerzoni, Archeologia, 1973

Altri sono gli artisti che in quel periodo con Ghirri e Guerzoni partecipano attivamente al dibattito modenese: Carlo Cremaschi, Giuliano Della Casa, Franco Vaccari, del quale sono in mostra alcune piccole fotografie. I due insieme danno vita nel 1969 a 64 lampadine, un’installazione con lampadine montate in sequenza, che Vaccari ha documentato. In quel momento stava iniziando a lavorare alle esposizioni in tempo reale.
Ci troviamo di fronte a una situazione straordinaria in cui si pongono a confronto alcuni fra i più interessanti protagonisti dell’arte italiana, tra i quali possiamo citare anche Claudio Parmiggiani, che frequentava assiduamente Ghirri. Proprio alla fine dei Sessanta inizia il percorso di Luigi Ghirri nella fotografia. Da quel momento nulla sarebbe stato più lo stesso. La lezione di Ghirri sarebbe stata fondamentale per la fotografia e l’arte in Italia e non solo.
Accanto ai lavori di quegli anni sono presenti anche alcune opere recenti, che Guerzoni ha realizzato utilizzando di nuovo le immagini dei suoi amici, riuscendo ancora una volta a trasmetterci il senso di quel mondo e di quel profondo indissolubile legame.

Angela Madesani

Milano // fino al 9 novembre 2014
Franco Guerzoni – Nessun luogo. Da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri
a cura di Davide Ferri
Catalogo Skira
TRIENNALE DI MILANO
Viale Alemagna 6
02 724341
www.triennale.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/36901/nessun-luogo-da-nessuna-parte/

 

CONDIVIDI
Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.