Multipli d’artista a Catania. Mezzo secolo, o quasi, di design ed editoria d’arte

Palazzo della Cultura, Catania – fino al 20 settembre 2014. Da Jasper Johns agli studenti dell’accademia siciliana. Per raccontare versatilità e importanza storica del multiplo. Che non avrà l’aura dell’Opera con la O maiuscola, ma che di strada ne ha fatta (e fatta fare)…

In Series_artist’s multiples for a multiple show, mostra multipla di multipli, inaugura la sua ultima tappa a Catania nel Palazzo della Cultura, dopo essere stata ospitata contemporaneamente a Palazzo Mauri di Spoleto e nello studio di architettura e design RARE Office – Rethinking Architecture Research Experience di Berlino.
La mostra, curata da Anna Guillot, espone trentasei multipli d’artista, in maggioranza provenienti dal catanese KoobookArchive, e vanta una scelta trasversale di opere realizzate da diversi artisti di fama nazionale e internazionale, così come da artisti più giovani provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Catania, istituzione che ha patrocinato l’evento.
Tra gli oggetti in mostra: manifesti, cartoline, dischi, libri e design. Una particolare attenzione è dedicata al rapporto del multiplo con l’editoria, qui documentato dalla presenza di numerosi progetti editoriali molto differenti tra loro. A colpire è la varietà di questa selezione, che parte da un lavoro di Jasper Johns dei primissimi Anni Settanta e arriva ai giorni d’oggi. Vi troviamo le Carte d’Arte di Yoko Ono, Michelangelo Pistoletto, Joe Tilson e Julian Opie; il libro pop-up di Keith Haring; una pubblicazione di Damien Hirst; i dischi realizzati da Matthew Barney e da Jeremy Deller; il pannello solare monocristallino di Olafur Eliasson.

Francesco Arena, Oltre, 1992, Pellicola Duratrans, lexan, plastica, portalampada industriale, 30 x 14 x 12 cm, n. 76  100 Courtesy KoobookArchive
Francesco Arena, Oltre, 1992, Pellicola Duratrans, lexan, plastica, portalampada industriale, 30 x 14 x 12 cm, n. 76 100 Courtesy KoobookArchive

La scelta delle opere svela l’assunto di una creatività che entra di diritto nella vita di tutti giorni, non soltanto consciamente, ma anche quando abbiamo tra le mani un oggetto di uso comune. Da quando la storia ha preso coscienza delle innumerevoli possibilità date dalla riproducibilità tecnica, e precisamente con l’invenzione della stampa, la cultura ha avuto modo di espandersi più rapidamente in uno spazio che allargava sempre più i propri confini. Dalla conseguente circolazione di nuove idee è scaturito uno straordinario effetto sulla crescita delle arti e della cultura. Nel campo dell’immagine si pensi solo alle stampe che raffiguravano le opere dei più grandi pittori del Rinascimento, che grazie alla loro larga diffusione hanno dato nuove possibilità creative ad altri artisti, liberi di poter dialogare e di potersi confrontare con una cultura figurativa altra, magari geograficamente lontana dalla propria. Queste stampe hanno fatto migrare e circolare i vari stili e i linguaggi allora correnti con una rapidità eccezionale, anche se nel nostro tempo globalizzato può sembrare irrisoria.

Giuseppe Mendolia Calella, Anecoica, 2013, cofanetto di 20 fotografie, traccia sonora su mp3, 15.5 x 16 x 6 cm, n. 13 Courtesy the artist
Giuseppe Mendolia Calella, Anecoica, 2013, cofanetto di 20 fotografie, traccia sonora su mp3, 15.5 x 16 x 6 cm, n. 13 Courtesy the artist

Tornando al multiplo d’arte, che qui assimiliamo all’oggetto riprodotto serialmente, notiamo che la stessa sorte è toccata al design qualche secolo dopo, cioè da quando l’oggetto di uso comune riprodotto in serie si è spesso fatto portatore di evidenti e volontarie valenze estetiche e poetiche, arrivando a un più vasto e diversificato pubblico. Come sottolineato da Walter Benjamin ne L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” (1936), con l’industrializzazione e la cultura di massa, l’opera ha perso la sua “aura” a favore di una sua più larga diffusione, potendosi finalmente concretizzare in un prodotto “democratico”, raggiungibile e acquistabile non esclusivamente da una cerchia ristretta di collezionisti adoratori di idoli. E così l’arte è entrata nell’oggetto di uso comune, che può avere una vita tra le mani di chiunque riuscendo a veicolare, pur non trovandosi dentro una chiesa o un museo, i suoi messaggi e dichiarando, tramite la sua forma e il suo stile, l’appartenenza al suo tempo.

Calogero Pirrera

Catania // fino al 20 settembre 2014
In Series_artist’s multiples for a multiple show
a cura di Anna Guillot
PALAZZO DELLA CULTURA
via Vittorio Emanuele II 121
334 9821594
[email protected]

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/38039/in-series/

 

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Calogero Pirrera
Calogero Pirrera (1979) è uno storico dell’arte specializzato in arte moderna e contemporanea, videoarte, didattica museale e progettazione culturale. Vive attualmente a Roma. Ha collaborato con la cattedra di Istituzioni di Storia dell’Arte della Facoltà di Architettura di Valle Giulia, con alcune gallerie come Il Ponte Contemporanea e LipanjePuntin, oltre che con Festarte – Festival Internazionale di VideoArte, che lo vede impegnato nella mappatura globale dei festival di videoarte con la rubrica “International Contest”. Ha all’attivo alcune pubblicazioni che indagano l’arte antica come quella contemporanea. Tra le mostre curate si ricorda "Il Duomo di Milano dalla Lombardia all’Europa", ospitata presso il Duomo meneghino nel 2005 e il relativo catalogo. Ha scritto e scrive per EosArte, TribeArt e Artribune.