Katja Davar e Nele Waldert. Astrazioni a china, fantasie in terracotta

Effearte, Milano – fino al 12 settembre 2014. Nessun filo conduttore fra le tele di Katja Davar e le sculture di Nele Waldert. Due mostre personali, all’interno dello stesso spazio, per un accostamento piacevole e… renano.

Nele Waldert da Effearte a Milano

I disegni a china e matita di Katja Davar (Londra, 1968), eseguiti a mano libera o per mezzo di matrici costruite dall’artista, derivano dalla combinazione di diversi moduli grafici (pseudo-ideogrammi, raggi, ramificazioni, linee curve) e tendono all’astrazione, nonostante qualche richiamo al mondo naturale. Il video, al piano seminterrato, rielabora forme e suggestioni analoghe, questa volta a partire da stoffe con motivi geometrici, collane di perle, meduse. Le sculture di Nele Waldert (Düsseldorf, 1964), in terracotta, vetro o ceramica, animano lo spazio con personaggi antropomorfi e animali dai tratti ridotti all’essenziale; sono i dettagli surreali che occasionalmente ne completano la figura a spezzare l’omogeneità somatica del gruppo, oltre a conferire all’insieme un aspetto fiabesco.
Le due artiste vivono nel cuore della regione renana, in Italia si sono viste poco (Katja Davar inaugura qui la sua prima personale) ed entrambe concepiscono i propri lavori come manufatti artigianali. Comune a entrambe è una certa eleganza, che rende gli esiti delle rispettive ricerche, benché molto diversi, decisamente ben assemblati.

Sara Boggio

Milano // fino al 12 settembre 2014
Katja Davar – Lettura di un’onda
Nele Waldert – Della dissimulazione onesta
a cura di Veronica Liotti
EFFEARTE
Via Ausonio 1a
02 89096534
[email protected]
www.effeartegallery.com

 

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Sara Boggio
Dopo la laurea in Lettere Moderne ha lavorato come writer, redattrice e traduttrice per diverse case editrici, in Italia e in Australia, dopo quella in Pittura è stata tutor di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Torino, ha curato una rassegna sulla graphic novel insieme al Circolo dei Lettori e alla Scuola Holden, numerose mostre per la galleria In Arco, e una serie di incontri e workshop dedicati al rapporto tra autismo ed espressione grafica. Collabora con la start-up Maieutical Labs per una piattaforma di e-learning multimediale sulla storia dell'arte e, nell’ambito dell’Università di Torino, con il gruppo di ricerca Remedia, che indaga il linguaggio psicopatologico con gli strumenti della linguistica. Traduzioni e contributi critici, in ambito linguistico e per la critica d’arte, sono stati pubblicati da «Italian Poetry Review», Ponte Alle Grazie, «Rivista di Estetica», Rizzoli, Skira.