Ann Craven: natura e tempo

Le Confort Moderne, Poitiers – fino al 24 agosto 2014. Nel cuore della Francia, un vivace centro dedica ad Ann Craven la personale “Time”, a cura di Yann Chevallier. Con oltre duecento lavori, è la sua più completa retrospettiva.

Ann Craven in mostra a Poitiers

L’iconografia pittorica di Ann Craven (Boston, 1969) attinge da sempre al mondo della natura: i suoi soggetti sono animali, fiori e piante, riprodotti con fedeltà mimetica e sapiente armonia cromatica, quindi moltiplicati in decine di omologhi, simili senza mai essere identici (con un debole per la luna, rifratta in più di quattrocento esemplari). A chiudere ogni serie, però, è una coda astratta: una o più tele a strisce (Stripe, dipinte con i colori rimasti) e la tela usata come tavolozza (Palette).
L’ex magazzino convertito in galleria è una cornice accogliente per la “flora” e la “fauna” dell’artista americana; lo spazio, suddiviso in cinque locali, è arioso, e la luce naturale filtra in abbondanza da abbaini e porte a vetro. Scelta e distribuzione delle opere si basano su quattro nuclei tematici, gli stessi che orientano la pratica artistica di Ann Craven, a partire da quello che non a caso dà il titolo alla mostra: il tempo, inteso sia come cronologia – le tele sono disposte in ordine di esecuzione – sia come memoria, perché ogni dipinto è un istante reso indelebile, risparmiato all’oblio.

Ann Craven in mostra a Poitiers
Ann Craven in mostra a Poitiers

Ed è dalla necessità di accumulare memorie visive che deriva il secondo assunto teorico del curatore (e modus operandi dell’artista): la voracità produttiva, qui attestata, oltre che dalla selezione di lavori dell’ultimo decennio, da tutti quelli realizzati nel 2013. Attraversando le varie sale emerge con chiarezza anche il concetto di sistema: un insieme di elementi, i dipinti, fluido e funzionale, così come il percorso espositivo, che si apre con cerbiatti e pappagalli, si snoda tra rose selvatiche, fiori di campo, innumerevoli lune, e si chiude con una lunga sequenza di Stripe, mentre alle meta-pittoriche Palette è giustamente riservata una parete intermedia, dal pavimento al soffitto. Ultimo filo conduttore è l’empatia. Le istanze del rigore seriale sono di natura più emotiva che cerebrale, e scelta e resa dei soggetti sono di per sé, spiega il curatore, un tributo d’affezione da parte dell’artista, che li guarda come vecchi amici. Le suggestioni di Time, lo confermiamo, sono decisamente in controtendenza. Tutte di segno positivo. Le Confort Moderne, tra l’altro, è un hub culturale giovane e dinamico: il programma dei concerti è da tenere d’occhio, prima di mettersi in viaggio.

Sara Boggio

Poitiers // fino al 24 agosto 2014
Ann Craven – Time
a cura di Yann Chevallier
LE CONFORT MODERNE
185, rue du Faubourg du Pont-Neuf
+33 (0)5 49460808
[email protected]
www.confort-moderne.fr

 

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Sara Boggio
Dopo la laurea in Lettere Moderne ha lavorato come writer, redattrice e traduttrice per diverse case editrici, in Italia e in Australia, dopo quella in Pittura è stata tutor di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Torino, ha curato una rassegna sulla graphic novel insieme al Circolo dei Lettori e alla Scuola Holden, numerose mostre per la galleria In Arco, e una serie di incontri e workshop dedicati al rapporto tra autismo ed espressione grafica. Collabora con la start-up Maieutical Labs per una piattaforma di e-learning multimediale sulla storia dell'arte e, nell’ambito dell’Università di Torino, con il gruppo di ricerca Remedia, che indaga il linguaggio psicopatologico con gli strumenti della linguistica. Traduzioni e contributi critici, in ambito linguistico e per la critica d’arte, sono stati pubblicati da «Italian Poetry Review», Ponte Alle Grazie, «Rivista di Estetica», Rizzoli, Skira.