Il dottor Frankenstein si dà al travertino. Christian Zucconi a Milano

Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano – fino al 17 maggio 2014. Plasma, distrugge e infine ricompone: nelle cicatrici di Christian Zucconi la tensione eterna di un’individualità in frantumi. Con il tutto a rivelarsi fatalmente inferiore della somma delle sue parti.

Christian Zucconi, Parto, 2013, travertino persiano, tintura, ferro e legno, cm 100 x 60 x 127, Ph. Christian Zucconi

Duro e puro il percorso di Christian Zucconi (Piacenza, 1978), che cresce nelle cave del carrarese e si plasma nella manualità di vecchi scalpellini, arrivando a un dominio della tecnica che conforta e apre il cuore. Allo stesso modo con cui lui apre la figura, spezzando con colpi pietosi il calore di eroici volti prometeici e la tenera androginia di spaurite “madonne anoressiche”. Nella casualità controllata di un gesto che manda in frantumi con la forma anche la sostanza.

Le membra si spezzano per essere riassemblate con cuciture metalliche, metafisiche creature di Frankenstein che niente hanno di mostruoso; ma che specchiano nelle cicatrici e nei tratti irrimediabilmente stravolti tensioni irrisolvibili e antiche. Come antichi sono i tableau vivant archeologici che vedono modelli e modelle assumere, in libera autonomia, pose che si rivelano affini alla statuaria classica; per una galleria fotografica che fissa un tacito comune senso dell’armonia.

Francesco Sala

Milano // fino al 17 maggio 2014
Christian Zucconi – Leviathan
BIANCA MARIA RIZZI & MATTHIAS RITTER
Via Cadolini 27
02 58314940
[email protected]
www.galleriabiancamariarizzi.com


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • angelov

    A volte guardando certe opere, si può intravedere anche un aspetto che si riferisce al rapporto che l’artista ha con il fare stesso dell’arte; in questo caso mi sembra di percepire una grande sofferenza e tensione che l’artista sente e che esprime attraverso dei processi che hanno a che fare più con il suo rapporto con il creare, che necessariamente con la vita o gli avvenimenti che lo circondano, e che le sue opere dovrebbero anche esprimere.
    Dire: “Tanto rumore per nulla”…sarebbe troppo superficiale, è ovvio; ma anche tanta esagerazione e tanto compiacimento, ed il soffermarsi troppo su certi aspetti della sofferenza umana, potrebbero anche essere evitati del resto, quando possibile.