Alessandro Sciaraffa: quando la Luna risponde

Galleria Giorgio Persano, Torino – fino al 17 maggio 2014. La Luna entra in galleria, con la personale di Alessandro Sciaraffa. Negli abbacinanti spazi espositivi di un’ex officina meccanica, va in scena un rito sinestesico che coinvolge scienza e percezione, poesia e tecnica. Lungo una traiettoria millenaria. Ben oltre l’astronomia.

Alessandro Sciaraffa, I lunatici parlano alla Luna, 2014 - installation view - photo Paolo Pellion - Courtesy Galleria Giorgio Persano

Tutto nasce dal riflesso di un bicchiere d’acqua sulla Luna. Una sfida giocosa, lanciata da Alessandro Sciaraffa (Torino, 1976) a se stesso e allo staff dell’Osservatorio di Torre Pellice, che ha dato il via a una ricerca densa, in equilibrio tra la Terra e il suo satellite, studiando l’intimità di un legame sempre alterno tra distanza e prossimità.
Sciaraffa, rivolgendo alla Luna uno sguardo nuovo, la tratta come un soggetto “vivo”, che reagisce agli stimoli ricevuti con risposte sorprendenti. L’installazione da cui prende il titolo la mostra, I lunatici parlano alla Luna, è un esempio di come la Luna possa fare da cassa di risonanza alle sonorità che la colpiscono, restituendole al mittente, dopo averle fatte proprie. Esattamente com’è avvenuto per il famoso bicchiere d’acqua.
L’opera, una sorta di confessionale astronomico, è il luogo dove il pubblico presente all’inaugurazione ha potuto inviare le proprie parole alla Luna. Grazie alla trasmissione radio EME (Earth-Moon-Earth), i pensieri hanno solcato la superficie lunare e poi sono tornati indietro. Il breve ritardo del cammino a ritroso è il simbolo dell’azione che la Luna imprime alla sua risposta. La registrazione di questi colloqui fa da sottofondo al percorso di mostra e da naturale collegamento tra le opere, emblema delle molteplici tracce che la Luna, se stimolata, è in grado di lasciare.

Alessandro Sciaraffa, I lunatici parlano alla Luna, 2014 - installazione sonora (particolare) - photo Paolo Pellion - Courtesy Galleria Giorgio Persano
Alessandro Sciaraffa, I lunatici parlano alla Luna, 2014 – installazione sonora (particolare) – photo Paolo Pellion – Courtesy Galleria Giorgio Persano

Carta fotografica impregnata d’argento è l’espediente cui Sciaraffa ricorre per fissare il passaggio della Luna nella serie Catturare il riflesso della Luna in un assolo di chitarra elettrica, dove l’allusione alla musica rafforza l’idea di una vibrazione universale che “aiuta la generazione dell’immagine”. La precisione tecnica si disperde nella poeticità del risultato al punto da trasformare l’intero spazio della galleria in una gigantesca epidermide tatuata dalla Luna, che esalta i rimandi tra opera e ambiente. La tecnologia diventa assistente silenziosa nell’intreccio di trame poetiche che asciugano il concetto di romanticismo, rendendolo adatto a descrivere l’essenza degli interventi lunari. Nella serie Luna con pietra focaia, l’artista coglie il tanto cercato “lato oscuro” del nostro satellite, servendosi di un semplice dispositivo millenario per tracciarne i contorni, senza inutili lirismi.
La Luna, così disegnata, rivela una prossimità fisica quasi sensuale. A portata di tocco, appare piccola, avvicinabile ma, a uno sguardo più attento, l’infinitamente grande e distante torna a risuonare. Goccia d’acqua su bismuto e stagno unisce le due dimensioni di prossimità ed estensione. Lo scoppio chimico del cratere che l’artista mette sotto vetro rispecchia la scala di grandezza in cui si colloca la Luna. Anche stavolta Sciaraffa orchestra un dialogo armonico tra suolo e altezza, e, facendosene tramite, invita chiunque a prendevi parte.
Solo mantenendo il contatto con la Terra si può spiccare un balzo, toccare la Luna e tornare indietro. Conservando però nei piedi il ricordo argentato del salto.

Arianna Testino

Torino // fino al 17 maggio 2014
Alessandro Sciaraffa – I lunatici parlano alla Luna
GIORGIO PERSANO
Via Principessa Clotilde 45
011 4378178 / 011 835527
[email protected]
www.giorgiopersano.org

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.