Kounellis e Mafai: un dialogo incerto

Museo Carlo Bilotti, Roma – fino 1° giugno 2014. Presso l’Aranciera di Villa Borghese la mostra “Mafai – Kounellis. La Libertà del pittore” vorrebbe rilanciare l’opera di Mario Mafai. Ma l’interpellato Kounellis ha davvero interagito con il pittore romano?

Mafai – Kounellis. La Libertà del pittore - veduta della mostra presso il Museo Carlo Bilotti, Roma 2014

Mario Mafai (Roma, 1902-1965) è stato un pittore legato, per vita e arte, a Roma: “Fuori da Roma sono incapace di dipingere”, soleva dire. Amato e citato da Pasolini; descritto da Enzo Siciliano come colui che guardò al materico con una lente d’ingrandimento, pur usando una tavolozza confusa, la sua carriera ha avuto molti detrattori, consegnandolo, come altri, all’oscurantismo della storia dell’arte. La ricerca curatoriale che lo riporta oggi in campo è per lo più incentrata sull’ultimo periodo della sua produzione, quella ostracizzata da critici e collezionisti. A partire dal 1958, infatti, Mafai abbandonò la pittura figurativa per affrontare l’informale, approdando all’astrattismo delle corde, il tutto orgogliosamente dichiarato tra le pagine del suo diario: “Io non sono un altro. Ho soltanto rinunciato all’attaccamento […] ai pittoricismi squisiti. Sono diventato più libero, più nudo, più io”.

Mafai – Kounellis. La Libertà del pittore - veduta della mostra presso il Museo Carlo Bilotti, Roma 2014
Mafai – Kounellis. La Libertà del pittore – veduta della mostra presso il Museo Carlo Bilotti, Roma 2014

L’allestimento dispone di una sezione documentaria e di apparati video: visibile Io non sono un altro di Giorgio Cappozzo, che ne celebra il pensiero e il sodalizio amoroso e artistico con Antonietta Raphäel, “la donna dall’anomalia totale”;  mentre manca quello di  Giulia, figlia di Mafai, seppur previsto. Nella Sala del Ninfeo, una accanto all’altra le tele del pittore romano, pur diverse per dimensione ed estetica, restituiscono sinesteticamente un senso nostalgico. Senso alimentato dalla freddezza di un dialogo che non c’è: quello con Jannis Kounellis (Pireo, 1936). L’artista, invitato dal curatore Bruno Corà per via dell’aneddoto che lo vede ragazzo, appena giunto dalla Grecia, riconosciuto come talento da Mafai, sembra volersi sdebitare sostenendo a sua volta le opere del pittore e offrendole al pubblico. Peccato che, in linea con il celebre linguaggio di lamiere, nel presupposto di sostegni in acciaio dalla canonica misura, visivamente si demolisce l’impatto delle tele, con un intervento minimo, che esalta il nome – e non l’opera – di Kounellis. In ciò risiede l’esito deludente e forse non moralmente formulabile in nome di Mafai e della sua riabilitazione. Volendone fare una citazione indiretta, sostanzialmente Mafai è stato messo contro una lamiera. Firmata Kounellis.

Rossella Della Vecchia

Roma // fino al 1° giugno 2014
Mafai – Kounellis. La Libertà del pittore

a cura di Bruno Corà
MUSEO CARLO BILOTTI

Viale dell’Aranciera

06 0608
[email protected]
www.museocarlobilotti.it

CONDIVIDI
Rossella Della Vecchia
Rossella Della Vecchia, classe 1986, è specializzata con lode in Storia dell'Arte Contemporanea (cattedra di Carla Subrizi, La Sapienza) con la tesi “Trouble Every Day: Tous Cannibales, la voracità da tabù ad arte, dall’arte alla società”. Da sempre interessata all’arte come alla scrittura, e alla comunicazione in genere, scrive di cultura, politica e attualità. Storica dell’Arte, esperta SEO e freelance per vocazione, attualmente fa parte dell’ambito gestionale di Zon.it. Da marzo 2013 cura un personale blog sull’arte: ArtFriche Zone. “Soltanto quando il senso di associazione nella società non è più abbastanza forte da dare vita a concrete realtà, la stampa è in grado di creare quell’astrazione, il pubblico” (Dwight MacDonald).