Identità ambigue. I gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio a Roma

Macro, Roma – fino al 4 maggio 2014. Gianluca e Massimiliano De Serio, i fratelli terribili della videoarte, da sempre impegnati in scomode ridefinizioni d’identità, mettono per la prima volta in scena sé stessi con “Esecuzione” e “Un ritorno”. Il primo è allestito fino al 4 maggio nella Sala Enel del Macro, mentre il secondo, presentato a novembre al Castello di Rivoli, approderà al museo romano il prossimo 3 aprile all’interno del progetto “Museo chiama Artista”.

Gianluca e Massimiliano De Serio, Esecuzione - Macro, Roma 2014

L’esecuzione dell’identità. Riflessa, reiterata, mascherata, negata. Gianluca e Massimiliano De Serio (Torino, 1978) scandagliano la propria condizione gemellare con una video installazione che regala punti d’osservazione diversi rispetto alla dimensione cinematografica, con la quale sono soliti confrontarsi. Il doppio video/autoritratto – in cui, entrambi muniti di una polaroid, fotografano se stesso e l’altro – lo specchio e lo spazio fluttuante della galleria creano un ibrido tra performance e messa in scena che fa dell’incontro la sua dimensione nodale. Incontro tra i due artisti, tra artisti e visitatori, tra aspetto performativo dell’opera e visitatori che ne evidenzia la struttura aperta e interpretabile. Il tempo è scandito dal clic della polaroid, il loop è servito dal montaggio sequenziale, lo specchio dilata volti e spazi. Il lavoro di coppia esaspera l’incertezza e annulla l’individualità; l’esecuzione della foto li uccide come identità e li identifica nella loro “maschera” comune.

Marta Veltri

Roma // fino al 4 maggio 2014
Gianluca e Massimiliano De Serio – Esecuzione
MACRO
Via Nizza 138
06 671070400

[email protected]
www.museomacro.org

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Marta Veltri
Marta Veltri (Cosenza, 1983) si è laureata in architettura a Roma con una tesi sull'allestimento museale delle Terme di Caracalla. Subito dopo ha fatto parte del team che ha dato alla luce UNIRE, progetto vincitore dell'ultimo YAP (Young Architects Programs) MAXXI, sempre a Roma. Ha collaborato con studi d'architettura italiani e stranieri, approfondendo il complesso rapporto tra architettura, design, arte e fotografia. Negli ultimi tempi si è avvicinata al mondo della comunicazione in ambito artistico e culturale. Dal 2012 scrive per Artribune.
  • Mi sembra più incidente la via fiction-doc. Questa speculazione sull’identità sa di già visto. E in realtà non presenta aspetti così interessanti…si fotografano a vicenda e si uccidono? Ma di cosa stiamo parlando? Perchè fare questa esecuzione? Non trovo alcun appiglio significativo..aiutatemi.