Uno spaccato di Africa nel cuore dell’Eur

Museo Pigorini, Roma – fino al 22 febbraio 2014. Dalla Biennale di Venezia alla Capitale: in mostra, oltre la serie fotografica “Found not taken. Luanda”, valsa un Leone d’Oro (per la migliore partecipazione nazionale) a Edson Chagas, anche le opere della collettiva “Angola em movimento” organizzata a Palazzo Cini.

Agenda Angola - Museo Pigorini, Roma 2014

Gli oggetti di scarto rinvenuti da Edson Chagas (Luanda, 1977) per le strade della capitale angolana diventano i protagonisti incontrastati della serie fotografica Found not taken. Bottiglie vuote, vecchie sedie divelte, palloni sgonfi, inferriate arrugginite, scarpe consunte, cartoni bucati si stagliano sulle scabre superfici di tenui muri scrostati. Sono le tracce materiali di un passato doloroso (una guerra civile quasi trentennale, terminata nel 2002) che riaffiorano all’interno del mutato contesto della città (interessata, nell’ultimo decennio, da un notevole sviluppo edilizio). Immagini scarne e desolanti, eppure non prive di una loro intensa e struggente bellezza.
Nelle opere degli altri artisti conterranei, il colore irrompe sgargiante e incontenibile, dando luogo a una consistente pluralità di esiti formali: spesso la natura (animali, particolari estrapolati dal paesaggio, richiami alla fertilità della terra) viene resa in una chiave astratta e stilizzata, in altri casi prevalgono le tinte acidule e contrastanti di gusto naïf, ravvisabile nei freschi tratti di festoso sapore popolare e nella minuziosa resa descrittiva dei dettagli.

Agenda Angola - Museo Pigorini, Roma 2014
Agenda Angola – Museo Pigorini, Roma 2014

In Europa questo tipo di gusto si diffonde già sul finire dell’Ottocento in concomitanza con le politiche coloniali che costringono l’Occidente a confrontarsi con civiltà diverse (tra cui quella africana), a cui guardare come a un mitico altrove. Nello specifico, risale proprio a questo periodo un significativo interesse per gli idoli tribali e l’arte  primitiva (si pensi a Matisse, Picasso, Gauguin), con notevoli conseguenze per gli sviluppi delle prime avanguardie novecentesche.
Ad opere come Terra, guerra, corda e povo (1991) di Paulo Jazzo, indissolubilmente legate all’esperienza bellica, si affiancano quelle più recenti che a volte esprimono una tensione verso un futuro dai contorni incerti, come nel caso di E agora, que futuro? (2010) di Sónia Lukene che mostra, attraverso le imposte di una vera finestra, un terreno arido spaccato dal sole in profonde zolle. Le sculture si articolano in sinuose forme lignee oppure puntano sull’assemblaggio di parti e materiali diversi, tra cui il ferro riciclato, dando vita a composizioni che ricordano certi congegni meccanici tipicamente dadaisti.

Giulia Andioni

Roma // fino al 22 febbraio 2014
Agenda Angola
a cura di Guido Schlinkert
MUSEO PIGORINI
Piazza Guglielmo Marconi 14
06 549521
www.pigorini.beniculturali.it

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Giulia Andioni
Giulia Andioni (Roma, 1985) è storica dell’arte e guida turistica di Roma e provincia. Dopo la maturità classica, consegue la laurea triennale in Storia e conservazione del patrimonio artistico (con lode - tesi in Storia e tecnica del restauro) e quella specialistica in Storia dell’arte (con lode - tesi in Storia della critica d’arte) presso l’Università Roma Tre. Frequenta poi un master in tourism management e il Luiss Master of Art (III edizione) per approfondire le proprie conoscenze e contribuire alla realizzazione della mostra di fine corso “Osmosis”, frutto di un collettivo curiatoriale (Stazione Tiburtina, Roma). Dal 2013 scrive per Artribune e Artnoise (mostre e approfondimenti). Tra 2014 e 2015 ha svolto due stage: presso i Servizi educativi di Palaexpo (Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale) e nell’area della Promozione culturale della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, per la cui rivista online “Belle Arti 131” (n. 3/2014) ha redatto un saggio. Ha collaborato alle mostre “Azioni Antiche” e “Bengt Kristenson”.