Mulini a vento alla galleria In Arco

Galleria In Arco, Torino – fino al 15 gennaio 2014. Se fosse un tema musicale, lo si definirebbe uno “standard”. Parliamo di Don Chisciotte e delle sue letture visive. A fare il punto è la galleria torinese, spaziando da Doré fino al John Lurie. A proposito di musica…

Wang Guangyi, Sancho aids Quixote, 2012, olio su tela

Sei artisti rispondono al richiamo di un personaggio letterario: è il “cavaliere dalla trista figura”, Don Chisciotte, loco e ridicolo eroe titanico, noto per le ostinate lotte visionarie a fianco dell’alter ego Sancio Panza in groppa al suo asinello. Nella galleria di Bertaccini, così, si possono apprezzare, oltre ai contributi degli storici Doré, Hopper e Dalí, le opere dei contemporanei Paladino, Minjun, Guangyi, Oursler, Lurie e Scianna. Netto il contrasto tra i colori accesi della Transavanguardia italiana insieme alla carica satura della pennellata cinese, rispetto ai grigi dei collage a matita e polvere di diamante e alle affascinanti fotografie in bianco e nero di Scianna. Una via di mezzo mite e delicata, invece, la pennellata del pittore, sassofonista e attore John Lurie. L’esposizione, che indaga un unico soggetto tramite tecniche e provenienze variopinte, è curata da Elio Cappuccio e Demetrio Paparoni e consiste nella ripresa del film di Paladino del 2005, che vide la partecipazione anche di Lucio Dalla ed Enzo Cucchi. Quixote: un tema che, ormai pilastro della cultura mondiale, non si stanca di essere reinterpretato.

Clara Rosenberg

Torino // fino al 15 gennaio 2014
Quixote
a cura di curata da Elio Cappuccio e Demetrio Paparoni
IN ARCO
Piazza Vittorio Veneto 3
011 8122927
[email protected]
http://www.in-arco.com/

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Clara Rosenberg
Clara Sofia Rosenberg (Torino, 1990). Nel 2013/2014 studentessa all’ultimo anno della specialistica all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, si orienta verso la critica d’arte creando e sperimentando il blog CONUNDRUM, oltre a recensire alcune esposizioni di gallerie d’arte e musei torinesi. Laureatasi alla triennale con una tesi su Mike Kelley e la psicoanalisi, la sua indagine si sofferma su un’arte che guarda al rapporto tra inconscio e società con un interesse specifico verso opere plastiche e installazioni. Parallelamente all’approccio teorico, porta avanti una ricerca artistica producendo opere in polistirolo, paraffina e materiale organico affrontando le questioni del corpo, della relazione familiare, della cultura ebraica e del disagio del soggetto. Prima dell’Accademia di Belle Arti ha frequentato il liceo classico e la scuola ebraica di Torino.