Il nero, il disegno. Tatiana Trouvé da Gagosian

Gagosian Gallery, Roma – fino al 4 gennaio 2014. La franco-italiana Tatiana Trouvé presenta sculture, installazioni e tele che immergono lo spettatore in misteriose meta-realtà. Che durano un secolo. Qui la recegallery, sul sito anche l’intervista con l’artista.

Tatiana Trouvé, Untitled from the series Paronymy / Synonymy, 2013 - photo Laurent Edeline

Alla Gagosian Gallery di Roma, Tatiana Trouvé (Cosenza, 1968; vive a Parigi) fa del tempo la sua materia prima. Nell’installazione I cento titoli in 36.524 giorni (quelli che compongono un secolo), due valige sono unite da un cavo che si innalza al cielo. Metafora di un viaggio immaginario, dove realtà e immaginazione si fondono. Paronymy/Synonymy è la serie di grandi tele dai fondi neri sbiancati, dove disegni in grafite, con inserti lineari in sughero e rame a scandire lo spazio, raffigurano ambienti asettici, lasciando quella sensazione di provvisorietà propria dei momenti di transito. Tra le sale, installazioni composte da tubolari di rame che, in modo fluido, descrivono curve come linee disegnate nello spazio. Al di là della sala ovale vi è la serie Refoldings: calchi di imballaggi piegati dopo l’uso, manufatti fusi in bronzo, cemento e cera da originali in cartone e materiali dismessi, colorati attraverso processi di ossidazione.

Martina Adami

Roma // fino al 4 gennaio 2014
Tatiana Trouvé – I cento titoli in 36 524 giorni
GAGOSIAN GALLERY
Via Francesco Crispi 16
06 42086498
[email protected]
www.gagosian.com

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Martina Adami
Critica e curatrice, vive e lavora a Roma. Ha collaborato con l’Istituto Nazionale per la Grafica alla digitalizzazione e archiviazione della collezione video, nonché alla realizzazione di diverse mostre. Nel 2011 è stata corrispondente da Londra per: Exibart, Exibart International e Inside Art. Attualmente collabora con diverse riviste di settore e scrive per il blog CasaNoi curando la sezione “Arte e architettura” e “Arredamento e fai da te”.