Il mondo onirico di Giosetta Fioroni. Tra ceramiche e smalto d’argento

Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma – fino al 26 gennaio 2014. Due mostre alla Gnam ripercorrono il percorso dell’unico membro femminile della “Scuola di piazza del Popolo”. Il disegno e il carattere artigianale del lavoro guidano la sua esplorazione.

Giosetta Fioroni, Bambino solo, 1968, smalti su tela

Visitare una mostra di Giosetta Fioroni (Roma, 1932) significa immergersi in un universo metareale, femminile e delicato, sentimentale e nostalgico. Figlia di artisti – il padre è scultore e la madre dipingeva, oltre a essere marionettista -, Fioroni risente della loro influenza estetica e creativa. Presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna sono allestite due mostre che ripercorrono gran parte della lunga attività di una delle artiste romane più affermate, anche in ambito internazionale.
Attraversando le sale della mostra su Duchamp e gli artisti italiani che sono stati influenzati dal grande maestro, si passa per la stanza che propone il riallestimento di un curioso lavoro della Fioroni: La spia ottica, un’opera presentata presso la Galleria La Tartaruga di Roma nel 1968 e che porterà alla seguente realizzazione di una serie di lavori a forma di casetta che si basano sullo stesso principio. Questo il background per giungere alle due mostre che si trovano appena dopo.

Giosetta Fioroni, Italia, teatrino 2004,  ceramica
Giosetta Fioroni, Italia, teatrino 2004, ceramica

L’una, l’Argento – a cura di Claire Gilman e organizzata in collaborazione con il Drawing Center di New York – racconta il percorso dell’artista dagli esordi agli Anni Settanta attraverso disegni, dipinti, film, modelli teatrali e illustrazioni, evidenziando l’estetica sviluppata dall’artista, che predilige l’uso dello smalto d’argento e soggetti principalmente femminili.
L’altra, più piccola, intitolata Faïence (a cura di Angelandreina Rorro) è invece dedicata ai lavori in ceramica, realizzati tra 1993 e il 2013 grazie alla frequentazione della Bottega Gatti di Faenza. I Teatrini e i Vestiti sono lavori di rara bellezza, tra pittura e scultura e dai colori brillanti. Gli uni seguono i temi della coeva ricerca pittorica attraverso una speciale spazialità. Gli atri sono abiti privi di struttura e prendono le sembianze di eroine o donne celebri, i cui caratteri sono dati tramite le forme e i colori modellati nella materia.
Si viene a creare così un unico percorso quasi completo e fluido, dove il disegno costituisce il nucleo principale del lavoro della Fioroni. Molti simboli ritornano (come i cuori e le casette) e grande è il potere seduttivo dell’universo poetico e onirico dell’artista.

Ritratto di Giosetta Fioroni nello studio di Piazza della Quercia - photo Massimo Giacci
Ritratto di Giosetta Fioroni nello studio di Piazza della Quercia – photo Massimo Giacci

Inoltre, in occasione della mostra è stato pubblicato da Corraini il volume My Story / La mia storia, concepito come un libro d’artista. Un diario (un collage con fotografie, disegni, dipinti e sculture) attraverso il quale l’artista si racconta e ci racconta il suo lato personale e creativo dagli Anni Sessanta a oggi.

Martina Adami

Roma // fino al 26 gennaio 2014
Giosetta Fioroni – L’argento, 1956-1976
a cura di Claire Gilman
Giosetta Fioroni – Faïence, 1993-2013
a cura di Angelandreina Rorro
Catalogo Corraini
GNAM
Viale delle Belle Arti 131
06 322981
[email protected]
www.gnam.beniculturali.it

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Martina Adami
Critica e curatrice, vive e lavora a Roma. Ha collaborato con l’Istituto Nazionale per la Grafica alla digitalizzazione e archiviazione della collezione video, nonché alla realizzazione di diverse mostre. Nel 2011 è stata corrispondente da Londra per: Exibart, Exibart International e Inside Art. Attualmente collabora con diverse riviste di settore e scrive per il blog CasaNoi curando la sezione “Arte e architettura” e “Arredamento e fai da te”.