Fettucce e trekking. Helen Mirra da Raffaella Cortese

Galleria Cortese, Milano – fino al 16 novembre 2013. Lino grezzo, coperte di lana e strisce di cotone tinto a mano tracciano le escursioni di Helen Mirra. Fettucce di parole scandiscono ogni ora trascorsa all’esterno, raccontando i paesaggi attraversati come sentieri di antiche Pizie.

Helen Mirra - veduta della mostra presso la Galleria Raffaella Cortese, Milano 2013

Lo spazio di Raffaella Cortese raggiunge un alto grado di purezza espressiva, restituendo ai lavori installati un’eterea sospensione dal tempo. Helen Mirra (Rochester, 1970; vive a Cambridge) allestisce alle pareti della galleria due differenti tipologie di lavori, Hourly fields notes e Hourly Directional Fields Notations, realizzati rispettivamente in Giappone e in Arizona, entrambi del 2012. Per ogni ora spesa nella natura, a camminare alle pendici del Monte Fuji, Mirra scrive una frase, riportata successivamente su una fettuccia di cotone, verde o blu, colorata a mano e poi tesa alle estremità grazie a piccole asole metalliche. Facendo emergere pensieri di una contemporanea sacerdotessa dell’antichità.
Ma mentre gli Hourly fields notes si presentano raccolti in gruppi di sette – come il numero delle ore spese dall’artista nel compiere le sue escursioni – gli Hourly Directional Fields Notations si svelano come delicati sudari di lino grezzo, impressi dalle impronte acquarellate dei sassi, disposti secondo i punti cardinali. Una personale in cui la geografia del tempo riformula il ritmo della visione, secondo l’ordine di una pacifica, rettilinea quotidianità.

Ginevra Bria

Milano // fino al 16 novembre 2013
Helen Mirra
RAFFAELLA CORTESE
Via Stradella 7
02 2043555

[email protected]
www.galleriaraffaellacortese.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • luca

    uhè Mirra ma nessuno ti ha detto che esiste un artista che si chiama Giuseppe Penone, viaggia meno e studia un po di più.
    La stessa cosa vale per la sua gallerista che è pure italiana.