Paul Cézanne al Vittoriano. E la rivoluzione italiana

Complesso del Vittoriano, Roma – fino al 2 febbraio. Sconvolgimento del colore, sovvertimento della percezione. Leva che spinge le avanguardie del Novecento e al contempo ispiratore del ritorno all’ordine. Tutto questo è Cézanne. La sua forza, in grado di rivoluzionare l’arte italiana all’alba del XX secolo, è raccontata in una grande mostra romana.

Paul Cézanne, Frutta, 1879-1880 ca. - olio su tela, 46,2 x 55,3 cm - San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage - Courtesy Complesso del Vittoriano

L’opera di Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 1839-1906) incide a tal punto sull’evoluzione dell’arte nel XX secolo da costituirsi, secondo Rainer Maria Rilke, quale risposta definitiva al problema metafisico del legame tra il fenomeno e l’atto della rappresentazione. È riconosciuta in lui la paternità stessa dell’arte moderna, eppure la maggior parte della vita di Paul è segnata da una profonda distanza. Distanza dall’Impressionismo, che pure aveva influenzato la sua esperienza fino al 1877, e distanza dal mondo, se quel mondo non è la Provenza, dalla quale mai avrebbe volto allontanarsi.
Tutto è proteso all’inseguimento di una realtà irraggiungibile, che si manifesta e tramuta davanti ai suoi sensi prima che egli sia in grado di catturarne sulla tela l’intrinseca verità. Non ricerca l’intensità espressiva, la bellezza. La sua ansia è l’esito dell’antinomia, che vive in lui e lo dilania, tra sensibilità e realtà.
A lungo la sua arte è stata osteggiata per l’audacia delle soluzioni formali. Scelte per le quali egli ha pagato anche con l’allontanamento degli amici della giovinezza, delusi – come Émile Zola. Solo dopo la fine del secolo si è andata formando una schiera sempre più ampia di seguaci in ogni parte del mondo, dall’Europa all’America, fino a renderlo un’icona.

Proprio da qui, dalla volontà di indagare e documentare l’influsso di Paul Cézanne anche sull’arte nazionale, nasce questa grande l’esposizione al complesso del Vittoriano, curata da Maria Teresa Benedetti. Ventidue opere dell’artista francese provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo e ottantaquattro dipinti di artisti italiani, da Ardengo Soffici fino a Fausto Pirandello, che costellano l’arco di mezzo secolo.
In effetti, tra i primi a sottolineare in Italia la portata dalla pittura di Cézanne è proprio, nel 1904, il pittore e polemista toscano Ardengo Soffici che, all’indomani del Salon D’Autumne, riconosce in lui la capacità di far diventare palpabile la realtà, invece di limitarsi alla mera riproduzione di essa. Accanto a Soffici viene presentato Ottone Rosai, col quale condivide alcune scomposizioni tra cézanniane e futuriste, nel cui contesto si inseriscono anche le opere del breve periodo finale della vita di Umberto Boccioni.

Cézanne e gli artisti italiani del ’900 - veduta della mostra presso il Complesso del Vittoriano, Roma 2013
Cézanne e gli artisti italiani del ’900 – veduta della mostra presso il Complesso del Vittoriano, Roma 2013

I più ampi spazi della mostra sono però dedicati a Giorgio Morandi, che – al contrario di Boccioni – ispira sin dall’inizio a Cézanne la sua opera, dai nudi ai paesaggi, e a Carlo Carrà, che condivide con il maestro di Aix la certezza che uno sguardo intenso sulla natura possa corrispondere a un’introspezione della condizione umana. Ad affiancarli, si allineano suggestioni e rimandi all’artista francese nelle opere, tra gli altri, di Gino Severini, Mario Sironi, Felice Casorati, Felice Carena, Francesco Trombadori, Giuseppe Capogrossi, Franco Gentilini, Fausto Pirandello.
Testimonianze non certamente esaustive della presenza di Cézanne nell’arte italiana, ma in grado di dimostrare pienamente il suo essenziale ruolo di rivoluzione e rinnovamento.

Alessandro Iazeolla

Roma // fino al 2 febbraio 2014
Cézanne e gli artisti italiani del ’900

a cura di Maria Teresa Benedetti
Catalogo Skira
COMPLESSO DEL VITTORIANO

Via San Pietro in Carcere
06 6780664
www.comunicareorganizzando.it

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Alessandro Iazeolla
Alessandro Iazeolla (Roma, 1960), Architetto iscritto all’Ordine professionale dal 1988. Ha conseguito i diplomi di maturità classica e di maturità artistica. Attualmente è quadro direttivo di una società a controllo pubblico. Ha operato dagli Anni Ottanta nel campo della ricerca storico-archeologica e della documentazione d’arte con numerose pubblicazioni su libri e periodici specializzati. Si occupa di fotografia sperimentale e di storia della fotografia e ha tenuto corsi specialistici in istituti superiori. Collabora con la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma La Sapienza per seminari di studio sul rapporto tra percezione visiva e produzione artistica. È iscritto al Ruolo dei Periti e degli Esperti in Fotografia d'Arte presso la C.C.I.A.A. di Roma. È vicepresidente di un'associazione per la promozione dell'arte con sede a Roma.