Rosa Barba e il cinema espanso

Va in scena la seconda personale di Rosa Barba negli spazi di Giò Marconi. Una mostra concepita come un laboratorio sperimentale con lavori che rigorosamente indagano gli elementi primari del cinema, quali luce, tempo e (falso) movimento. A Milano fino al 26 luglio.

Rosa Barba, Stage Archive, 2011
Rosa Barba, Stage Archive, 2011

The Mute Veracity of Matter è il titolo scelto per questa personale da Rosa Barba (Agrigento, 1972), artista italiana formatasi in Germania, dove vive tutt’oggi.
In tutte le mostre a lei dedicate in importanti musei e istituzioni, abbiamo visto la sua ricerca focalizzarsi verso lo studio attento, metodico e ostinato del medium cinematografico analogico, sollevando, attraverso la produzione di film e installazioni di arte cinetica, riflessioni di carattere eidetico ed estetico sulle particelle elementari che compongo l’arte del cinema, ponderando temi quali la percezione del tempo, il rapporto con lo spazio e la percezione visiva.
Visitare la mostra milanese produce un duplice effetto: da un lato emerge il fascino primario per la scoperta e lo svelamento dell’immagine-movimento, attraverso lavori che fondono la pura cinematecnica con raffinati oggetti scultorei e minimal, memori dell’astrattismo di maestri come Moholy-Nagy e Oskar Fischinger.  Dall’altro si ha l’impressione di visitare la retrospettiva di una delle figure chiave del cinema strutturalista che, proprio mentre Rosa Barba nasceva, stavano lasciando un segno indelebile nel territorio trasversale tra cinema, sperimentazione e arte.

Rosa Barba, The long Road, 2010
Rosa Barba, The long Road, 2010

Autori come Peter Kubelka, Hollis Frampton, Ernie Gehr e in particolare Micheal Snow, che qui sembra echeggiare con capolavori come La Région Centrale (1972) nel suggestivo Time as Perspective (2012) di Barba. E ancora: difficile non pensare ai cromatismi di Paul Shartis nei Color Studies (2013) dell’artista italiana. Di tutte queste lezioni l’artista sa fare una sintesi densa e cosciente, tra lo spirito dell’Expanded Cinema e i codici del contemporaneo.

Riccardo Conti

Milano // fino al 26 Luglio 2013
Rosa Barba – The Mute Veracity of Matter
GIÒ MARCONI

Via Tadino 15
02 2940 4373
[email protected]
www.giomarconi.com 

 

 

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Riccardo Conti
Riccardo Conti (Como, 1979) è critico d’arte e free lance editor per numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali occupandosi principalmente di cultura visiva e sperimentazione audio e video. Ha curato diverse mostre per gallerie e spazi privati ed è autore di alcuni format televisivi riguardanti arti visive e cultura contemporanea. Ha insegnato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, e tenuto seminari presso altre università ed istituzioni quali NABA, IULM, e KHIO di Oslo, attualmente insegna presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano ed è docente di Visual Culture e Video Culture presso IED moda Lab. Dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.