Quando la natura è morta per davvero

Tanto sottile da indurre allo stordimento e al fraintendimento il confine tra lo spazio dell’uomo e quello della natura. Nelle installazioni di Paolo Peroni, una ricercata confusione di ruoli, da scatolabianca fino al 24 maggio.

Paolo Peroni – Rottura spontanea di simmetria - veduta della mostra presso scatolabianca, Milano 2013 - photo Michela Deponti

Dici natura morta e pensi al quadretto di maniera con il piattino, le noci e la mela bacata. Poi incontri i lavori di Paolo Peroni (Cuggiono, 1984) e l’immaginario si riassesta su un intrigante e ammiccante doppio senso: perché nel caso suo la natura muore in senso letterale, trovando nell’apologia dell’ultimo respiro un atto di orgogliosa coscienza. Non possono sradicarsi e fuggire gli alberi, condannati al cemento e alle polveri sottili; così si ammalano, quasi potessero preferire scientemente un destino rapido benché doloroso, invece di uno stillicidio prolungato. Il calco delle cortecce malate, molle come orologi di Dalí, aggiorna con originalità il filone che guarda al volto barbaro e cancerogeno dell’uomo. Che si organizza e si dispone nell’ambiente seguendo tacite e implicite connessioni neuronali: straordinaria la sovrapposizione delle piante di insediamenti tribali con il profilo di cellule semplici, con case e recinti a confondersi tra mitocondri e citoplasmi. Fotografia di una civiltà metastatica, che prolifera nell’apparente disordine di uno sfacelo programmato.

Francesco Sala

Milano // fino al 24 maggio 2013
Paolo Peroni – Rottura spontanea di simmetria
SCATOLABIANCA
Via Ventimiglia
340 1197983
[email protected]
 www.scatolabianca.com

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.