La Terra di Scifo

Uno studio scientifico della Terra, per riconoscere la propria anima e fonderla nel Tutto. Immersione, rispetto, condivisione. In una complessa personale di Marco Scifo alla Z2O di Roma, fino al 12 maggio.

Marco Maria Giuseppe Scifo - Habitat - veduta della mostra presso Z2O, Roma 2013

Attraverso lo studio degli elementi fondamentali dell’universo, Marco Scifo (Augusta, 1977; vive a Milano) mette in scena il rapporto tra individuo e spazio, sottolineando come – pur condividendo le stesse molecole – siamo estremamente differenti. Riflettere artisticamente su questi concetti richiede uno sforzo non solo estetico ma soprattutto etico, che si evidenzia in ognuna delle opere esposte. Vuoi nella riproduzione del globo terrestre della prima sala, vuoi negli omaggi all’Etna della seconda, dove le tavole di grafite, le nebulose e i toni cupi sottolineano una percezione diversa dell’ambiente unitamente a un senso di vuoto.

Sentimento abbandonato nell’ultima sala espositiva a favore dell’effervescenza: realizzata con mezzi semplicissimi, quali carta e luce. Questo sembra dirci Scifo: un invito a portare al di fuori di noi quella vivacità che è esattamente la stessa che ci circonda e che spesso non rispettiamo.

Michele Luca Nero

Roma // fino al 12 maggio 2013
Marco Maria Giuseppe Scifo – Habitat
Z2O | SARA ZANIN
Via della Vetrina 21
06 70452261
[email protected]

www.z2ogalleria.it

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.
  • parisi domenico e campisi maria

    ci piacerebbe tanto visitare una tua mostra;
    cogliamo l’occasione per augurarti un in bocca al lupo

    un abbraccio
    mimmo e carmela

  • effe

    “Riflettere artisticamente su questi concetti richiede uno sforzo non solo estetico ma soprattutto etico, che si evidenzia in ognuna delle opere esposte”… ci si chiede: ma l’autore di questo pezzo conosce il significato delle parole?
    più oltre… “Questo sembra dirci Scifo: un invito a portare al di fuori di noi quella vivacità che è esattamente la stessa che ci circonda e che spesso non rispettiamo”.
    altra domanda: egli (il suddetto autore) pensa prima di scrivere? altrimenti, possiamo evitarci lo sforzo di capire: sarebbe inutile, se non c’è niente (da capire..).

  • RED

    “La bellezza è negli occhi di chi la guarda”. Idem per la sensibilità della percezione e della riflessione. L’autore, a mio avviso, vuole portare a riflettere sullo sforzo dovuto alla comprensione delle opere moderne, non figurative, all’arte concettuale. In questo modo, la riflessione, funge esattamente da “riflessione” e cioè riflette cioò che è dentro ognuno di noi verso l’esterno e viceversa. E’ questo uno dei compinti dell’Arte.