Il favoloso mondo a strisce di Sean Scully

Una nuova faccia di Sean Scully è in mostra alla GNAM di Roma fino al 3 giugno. Opere realizzate nella metà degli Anni Settanta e lavori mai esposti finora. Una personale che approfondisce con doverosa perizia la conoscenza di un pilastro della tradizione astratta.

Sean Scully, Untitled, 1975, Courtesy Neo Neo Inc, New York, Photo © Sean Scully

Sean Scully (Dublino, 1945), cresciuto e formatosi a Londra, nel 1975 lascia il vecchio continente e si trasferisce a New York. Si tratta di una svolta epocale nella vita  e nella carriera dell’artista. Su questo momento topico Joanna Kleinberg e Brett Littman, curatori del Drawing Center di New York, hanno incentrato la mostra Sean Scully: Change and Horizontals. Un percorso lineare che racconta con chiarezza l’evoluzione stilistica dell’artista.
I Changes, realizzati a Londra nei primi mesi del 1975, sono monocromi dai colori cupi dai quali emerge appieno la materialità testata in quegli anni. Scully utilizza elementi industriali come nastro adesivo e vernice acrilica, fondendo l’aulica pittura con la quotidianità proletaria. Il marchio di fabbrica rimane invariato. Linee di colore si intersecano creando griglie che intrappolano le visioni e le sensazioni del pittore.
L’ambiente circostante e le reazioni emotive che ne derivano sono il punto di partenza di ogni opera di Scully. Così, una volta a New York, le severe composizioni londinesi lasciano spazio a lavori di più ampio respiro. Le linee si allargano e i toni si fanno chiari. I grattacieli della Grande Mela si riflettono nella successione di sottili linee parallele della serie Horizontals.

Sean Scully - Changes and Horizontals - veduta della mostra presso la Gnam, Roma 2013
Sean Scully – Changes and Horizontals – veduta della mostra presso la Gnam, Roma 2013

Sempre ispirato dai luoghi che lo accolgono, trent’anni dopo Scully, ospite dell’Accademia Tedesca a Roma, realizza tre acquarelli mostrati per la prima volta ai visitatori della Gnam. La luce della Città Eterna spinge i colori a fuoriuscire dai loro spazi circoscritti, in una rappresentazione meno rigida e controllata.
Inediti sono anche i bozzetti realizzati durante i primi anni a New York. Schizzi fissati su fazzoletti di carta e fogli trovati per caso. Una raccolta quantomai preziosa che, meglio di ogni altra descrizione, esplica il processo creativo che sta dietro a un quadro e parte dell’essenza dell’opera stessa. Questi appunti confermano tutta la rilevanza della pratica manuale nel lavoro di Scully, già assaporata nelle sperimentazioni dei Changes.
Solo utilizzando le proprie mani l’artista potrà lasciare una traccia sulla superficie di ogni opera, rendendo quest’ultima sincera. Su una base di Modernismo che non può non ricordare le composizioni di Mondrian, Scully aggiunge Romanticismo quanto basta per donare alla sua arte un sapore unico e sempre riconoscibile.

Stella Kasian

Roma // fino al 9 giugno 2013
Sean Scully – Changes and Horizontals
a cura di Joanna Kleinberg e Brett Littman
GNAM
Viale delle Belle Arti 131
06 322981
[email protected]
www.gnam.beniculturali.it 

 

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Stella Kasian
Stella Kasian, nata a Roma nel 1981, si laurea in Studi storico-artistici alla Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti, scegliendo di specializzarsi in Storia dell’Arte Contemporanea. La passione per l’arte e il desiderio di comunicarla spingono, sin da subito, la giovane Stella a muovere i primi passi nell’ambito del giornalismo on line. Trasferitasi a Londra, ancora oggi sua dimora elettiva, approfondisce le proprie conoscenze con esperienze variegate che arricchiscono la cultura accademica di nuove contaminazioni internazionali: dal corso curatoriale presso la University of The Arts alle collaborazioni con il Barbican Centre e con il Camden Arts Centre, nella quali si avventura nell’attività promozionale, organizzativa e curatoriale di eventi. Intanto Stella prosegue con sempre più impegno la sua attività di redattrice free lance, collaborando proficuamente con varie testate italiane su web e su carta.
  • sesdsdf

    La Gnam è il museo migliore a Roma. E senza tanti fronzoli, sperchi, signore (signore!!) dell’arte, brand prestigiosi che lo spingano riesce a proporre qualità, con buona pace del Macro e del Maxxi, sempre più tamarro e ciclopico (e vuoto).

  • sesdsdf

    Scusate, aggiungo: Melandri, complimenti per il capolavoro d’inaugurare Vezzoli (altri non erano possibili?) durante i giorni della Biennale: lei è davvero la persona giusta al posto giusto! Povera patria.

  • verità che fa male

    viva la GNAM abbasso MAXXI e MACRO, musei del nulla, centri commerciali dell’arte (o meglio outlet), propositori di giovani artisti senza arte.
    meno male che c’è la GNAM!