Post-digital books ed editori atipici

In una Pisa sonnacchiosa qualcosa si muove per l’arte contemporanea. Dall’editoria alternativa alle pareti della Galleria Studio Gennai, spazio al libro d’artista nell’era della riproduzione digitale. Fino al 2 marzo.

It’s so A-typ(o)ical - veduta della mostra presso la Galleria Studio Gennai, Pisa 2013 - photo Ilaria Sabbatini

Il progetto prende il via da quattro libri d’artista, realizzati dagli ideatori di A typo, editore virtuale. Giacomo Verde, con Multi book – Tavola Italiana 2001/2011 ricompone il rumore comunicazionale nello spazio della memoria storica: il QR Code diviene pane per i denti, gli occhi e smatphone. L’arte delle mine di Luca Leggero & Luca Giorgi impagina invece i resti di una performance pseudo-futurista, e ci offre ironicamente tool e istruzioni per riprodurla homemade.

Les Liens Invisibles “oggettualizzano” la Net Art in un fake multicomposito: opere in mostra, titoli e testi critici nascono dall’interazione tra software e visitatore (Unhappening. Not here, not now). Marcantonio Lunardi celebra infine Venti anni di berlusconismo in Italia (1994-2011) con video e catalogo filatelico: dalla Mail Art al tubo catodico, anche qui il gioco tra virtualità e falsificazione rivela glorie e squallori del mondo attuale.

Simone Rebora

Pisa // fino al 2 marzo 2013
It’s so A-typ(o)ical. Il libro d’artista nell’era della riproduzione digitale
a cura di Silvia Vassallo
STUDIO GENNAI
Via San Bernardo 6
348 8243760
[email protected]
studiogennai.sytes.net 
www.atypo.org

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.