Le traiettorie perverse di Dasha Shishkin

Una folla di ambigui personaggi i cui nasi, come altrettante antenne, sembrano guidare i loro gesti: curiosi, alle volte violenti, senz’altro divertiti. Sono i protagonisti delle opere di Dasha Shishkin, in mostra fino al 23 marzo alla Giò Marconi di Milano.

Dasha Shishkin, Survival takes a good memory, 2012

È la linea la grande protagonista delle opere di Dasha Shishkin (Mosca, 1977; vive a New York). Quella blu, rapida e nervosa, ironica e provocante, che caratterizza il suo disegnare e che divide in due gli spazi bianchissimi della Giò Marconi. Forti campiture di colore piatto, evidenti tracce di Matisse e degli espressionisti tedeschi, e la passione per le stampe giapponesi: questi gli ingredienti che danno vita a lavori di grande formato su tela e su fogli di poliestere, oltre che a piccoli disegni su carta. A popolarli una serie di ibridi umanoidi, impegnati non di rado in una compulsiva messa in scena di grotteschi e surreali giochi della carne. Realizzate mescolando acrilico, pastello, inchiostro e grafite, le opere di Shishkin sembrano quasi chiedere allo spettatore di attivare l’immaginazione, intrecciando storie e costruendo, tra i numerosi personaggi da lei creati, ogni possibile relazione.

Alessia Delisi

Milano // fino al 23 marzo 2013
Dasha Shishkin – Sammy
GIÒ MARCONI
Via Tadino 15
02 29404373
[email protected]
www.giomarconi.com

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Alessia Delisi
Palermitana d'origine e milanese d'adozione, intraprende la carriera di giornalista freelance subito dopo la laurea in Filosofia Estetica che consegue con il massimo dei voti e una tesi su Rayuela di Julio Cortázar. Scrive di arte, design, cultura e culinaria ed è coautrice di una pellicola indipendente argentina. Il suo rapporto con la scrittura è di natura estremamente passionale.