La visione drammatica di Sonia Kacem

Istantanee scultoree compongono uno scenario drammaturgico. Sono fermi immagine di una bufera. “Dramaticule”, installazione di Sonia Kacem, si articola nei vari ambienti della Galleria T293 di Roma fino al 2 marzo, assecondandone i punti di fuga e la configurazione spaziale.

Sonia Kacem - Dramaticule, 2013 - Courtesy Galleria T293 Roma, Napoli - Foto Roberto Apa

L’artista svizzera-tunisina Sonia Kacem (Ginevra, 1985) ha concepito l’installazione site specific Dramaticule in stretta connessione con la storia e l’estetica di Roma. Un omaggio al tempo nelle sue inesauribili declinazioni concettuali, a partire dalla citazione beckettiana nel titolo: Dramaticule infatti definisce, nelle parole dello scrittore irlandese, una breve pièce teatrale. I pochi elementi, terra rossa, frammenti di vasi di terracotta e fondali fotografici, rimandano alla decomposizione e alla destrutturazione delle forme classiche. Il drappo barocco, superficie piatta articolata in volume, obbedisce alla forza di gravità, la terra rossa è modellata continuamente dal passaggio dei visitatori, i frammenti dei vasi riecheggiano antiche vestigia, i fondali fotografici scuriscono sempre di più con il passare del tempo. L’impressione retinica è un deserto metafisico, sospeso nel tempo e dal tempo scolpito. Il risultato è la catastrofe, nell’accezione teatrale del termine: momento finale in cui tutto si risolve, nel bene o nel male.

Marta Veltri

Roma // fino al 2 marzo 2013
Sonia Kacem – Dramaticule
T293
Via Crescimbeni 11
06 88980475
[email protected]
www.t293.it

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Marta Veltri
Marta Veltri (Cosenza, 1983) si è laureata in architettura a Roma con una tesi sull'allestimento museale delle Terme di Caracalla. Subito dopo ha fatto parte del team che ha dato alla luce UNIRE, progetto vincitore dell'ultimo YAP (Young Architects Programs) MAXXI, sempre a Roma. Ha collaborato con studi d'architettura italiani e stranieri, approfondendo il complesso rapporto tra architettura, design, arte e fotografia. Negli ultimi tempi si è avvicinata al mondo della comunicazione in ambito artistico e culturale. Dal 2012 scrive per Artribune.
  • a questo giro anche pessimo manierismo, siamo al livello vetrinista….non riesco a capire come si possano giustificare questi progetti….poi dicono che c’è la crisi,,,,