Il disegno, che profondità

Alle radice di tutto: il disegno. L’importanza di un medium essenziale per esprimere i flussi e riflussi del profondo, secondo il Surrealismo. Una mostra eccezionale allestita alla Morgan Library di New York (edificio rimesso a nuovo da Renzo Piano) fino al 21 aprile.

André Masson, Ville cranienne (Skull City), 1940

Il ruolo del disegno nella corrente del Surrealismo viene celebrato in una emblematica mostra presso la spettacolare Morgan Library di New York. Oltre 160 opere di 70 tra gli artisti di 15 paesi illustrano il valore del medium che più di tutti ha rappresentato uno strumento di espressione efficace per la sua immediatezza e spontaneità, in quanto veicolo di messaggi dell’inconscio e del mondo onirico.
Processi come quello del disegno automatico (caratterizzato dalla velocità dell’esecuzione), del frottage (in cui con la grafite si ricalca una superficie sottostante non liscia), della decalcomania (ottenuta con la pressione di inchiostro o gouache ancora bagnati su una superficie asciutta), del collage e dei “cadaveri squisiti” (forse il gioco più interessante dei surrealisti, poiché prevedeva la collaborazione collettiva su uno stesso pezzo di carta ripiegato in varie parti senza che l’uno potesse vedere il disegno dell’altro), venivano sperimentati puntando sempre all’assottigliamento estremo del controllo razionale – senza preoccupazioni di natura estetica o morale – come condizione essenziale per dare voce al profondo, e vita a soluzioni grafiche fuori da ogni schema logico (anche la partecipazione del caso in sé, insieme al metodo della giustapposizione di elementi, era un’altra prerogativa fondamentale per creare immagini figurativamente impensabili e dettate dalle impeccabili leggi dell’assurdo).

Joseph Cornell, Untitled, anni '30
Joseph Cornell, Untitled, anni ’30

Le opere che sono state selezionate includono lavori che partono da de Chirico (con la sua metafisica ha influenzato il pensiero surrealista “da indipendente” in un certo senso), fino ad arrivare a tardi surrealisti, per passare ovviamente da Max Ernst, André Masson, Yves Tanguy, Joan Miró e Salvador Dalí. Gli Stati Uniti rappresentarono inoltre il lido di approdo di molti surrealisti in esilio dopo la Seconda guerra mondiale, adottando figure come Breton, Matta e Gordon Onslow Ford, e nonostante il movimento, lanciato ufficialmente nel 1924 a Parigi, abbia cominciato a perdere la sua vitalità verso la fine del 1940, la forza del suo pensiero ha influenzato l’immaginario di innumerevoli artisti moderni (nella concezione del disegno si possono vedere già i barlumi dell’Espressionismo Astratto, ad esempio).
I disegni presenti in mostra sono stati raccolti in un catalogo di autentica bellezza e la mostra è stata co-prodotta con il LACMA di Los Angeles.

Diana Di Nuzzo

New York // fino al 21 aprile 2013
Drawing Surrealism
MORGAN LIBRARY
225 Madison Avenue at 36th Street
+1 212 6850008
www.themorgan.org

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Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.