I mille volti di Man Ray

Una grande mostra a Londra riunisce i ritratti firmati da Man Ray. Artisti, amici, collaboratori e star del cinema. In una carrellata capace di rievocare un’intera epoca. Alla National Portrait Gallery fino al 27 maggio.

Man Ray, Catherine Deneuve, 1968 - Private Lender

La mostra Man Ray Portraits, da poco inaugurata alla National Portrait Gallery di Londra, presenta centocinquanta scatti che ritraggono i protagonisti della Parigi più amata e affascinante, quella a cavallo tra le due guerre, associata al trionfo di modernità, genio e sregolatezza.
Marcel Duchamp, André Breton, Jean Cocteau, Pablo Picasso, Georges Braques, Igor Stravinsky, Salvador Dalì, Le Corbusier, Virginia Woolf, Foujita, Coco Chanel. E, ancora, le compagne di Man Ray: Kiki de Montparnasse e Lee Miller (a lungo sua assistente), Ady Fidelin e Juliet Browner, sua ultima musa e moglie. Sono solo alcuni dei volti attraverso cui si può sentire tutta la forza immaginativa e rivoluzionaria di quegli anni e l’infinito cameratismo e affetto di vite straordinarie.
Il curatore Terence Pepper (al dipartimento di fotografia della National Portrait Gallery dal 1978) ci tiene a sottolineare come questa sia la prima mostra dedicata ai soli ritratti dell’artista e quanto, nei sei anni impiegati a organizzarla, sia stata fondamentale la collaborazione con i prestatori e le istituzioni pubbliche come il Centre Pompidou, il Getty Museum, il MoMA e il Metropolitan di New York e soprattutto gli archivi di Man Ray a Long Island.

Man Ray, Le Violon d’Ingres, 1924 - Museum Ludwig, Colonia
Man Ray, Le Violon d’Ingres, 1924 – Museum Ludwig, Colonia

Man Ray nasce a Philadelphia nel 1890 ma presto si trasferisce a New York.  Dopo i primi anni di studi di architettura si orienta verso la pittura e in seguito la fotografia – nel 1920 – come strumento di riproduzione dei propri lavori.
Capitale, nel 1915, l’incontro con Marcel Duchamp nel New Jersey con il quale mosse i primi passi nel movimento New York Dada. È proprio Duchamp a spingere Man Ray a Parigi nel 1921, dove sarà da subito parte integrante del movimento delle avanguardie e svilupperà, in collaborazione con Lee Miller, la rivoluzionaria rayografia e la tecnica della solarizzazione. Accanto alle sperimentazioni si alternano però le collaborazione per testate popolari come Vogue e Vanity Fair.
Dopo gli anni di Parigi, il ritorno in America, a Los Angeles, dove si appassiona alla nascita del grande cinema americano e ancora una volta ne immortala i protagonisti, ma è a Parigi che decide di tornare, per restare fino alla morte nel 1976. Nell’ultima sezione della mostra si può vedere la sperimentazione sul colore con gli scatti di Juliette Greco, Yves Montand e lo splendido ritratto del 1968 di Catherine Deneuve.

Barbara Martorelli

Londra // fino al 27 maggio 2012
Man Ray Portraits

NATIONAL PORTRAIT GALLERY
St Martin’s Place

+44 020 73060055
www.npg.org.uk/manray