Paul Fryer, il sognatore

Dalla folgorazione alla levitazione. Chi si ricorda la morte bianca su un palo della luce, opera del 2007 esposta a Torino? Ora Paul Fryer torna da Guido Costa e porta una serie più vasta di lavori. Da vedere, fino al 31 gennaio.

Paul Fryer, S.C.S.C.W, courtesy Guido Costa Projects, Torino

L’impatto è meno folgorante – in senso letterale – di quando, cinque anni fa, Paul Fryer (Leeds, 1963) innalzava un monumento al lato oscuro del progresso. Era il 2007 e l’artista britannico, amato da Damien Hirst, inaugurava la sua prima personale italiana alla Guido Costa Projects con un solo lavoro: Martyr. Una riproduzione in cera di un operaio ucciso da una scarica elettrica, nella New York di fine Ottocento, che scioccava per l’evidenza realistica. Ora le opere in mostra, realizzate sempre appositamente per la galleria torinese, disegnano un percorso maggiormente sottile e allusivo, dedicato al tema della levitazione, della comunicazione extrasensoriale e dell’illusione ottica. Una giovane donna fluttuante nell’aria e un uovo galleggiante su un nido sono il fulcro di questa operazione artistica, che trova nel soprannaturale la risposta a quel bisogno di oltre che vive in ciascuno di noi.

Claudia Giraud

Torino // fino al 31 gennaio 2013
Paul Fryer – Square Circle Star Cross Waves
GUIDO COSTA PROJECTS
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www.guidocostaprojects.com