Multipli d’artista, per un collezionismo accessibile

L’arte moltiplicata e intermediale degli artisti dello Studio Marconi. A Milano, negli spazi di via Tadino, fino al 5 gennaio. Per una nuova, più democratica, forma di collezionismo.

Man Ray, Indestructible Object, 1923-1964. Metronomo con fotografia, 40 esemplari, Edizione MAT, courtesy Fondazione Marconi

Alla metà degli Anni Sessanta il multiplo d’artista è tra i fenomeni che contribuiscono a liberare l’arte dal suo isolamento elitario, proponendo un rapporto interattivo con l’osservatore. L’oggetto artistico, non più unico ma moltiplicato, e dunque economicamente più accessibile, raggiunge così un pubblico nuovo, più ampio. Come sottolinea Giorgio Marconi, l’oggetto si offre nelle vesti di un “piccolo sogno”: ironico come la Boite à malice (1980) di Lucio Del Pezzo, mitico come la Persephone (1992) di Joe Tilson, materico come gli esemplari di Enrico Baj, progettuale come il Sistema (1976) di Gianfranco Pardi, vibrante come i poemi fonetici di Mimmo Rotella.

Multipli d’artista è una mostra che dà prova di un interesse crescente verso questa forma “democratica” di collezionismo, ma anche del fascino di questo medium, capace di evolversi, disorientare, creare nuovi spazi mentali oltre che fisici.

Valentina Rapino

Milano // fino al 5 gennaio 2013
Multipli d’artista
FONDAZIONE MARCONI / STUDIO MARCONI ’65
Via Tadino 15
02 29419232
[email protected]
www.fondazionemarconi.org