Chi fa da sé… Rachel Feinstein da Gagosian

Non amo comandare la gente. Mi sento mascolina in studio. Sono fisica e amo aggredire i materiali con cui lavoro. Il problema è che comincio a sentire l’età, e devo farmi aiutare, e la cosa non mi piace. Una volta saldavo, segavo e sabbiavo da sola… Rachel Feinstein e il suo mondo magico alla Gagosian Gallery di Roma, fino al 5 gennaio.

Rachel Feinstein - veduta della mostra presso la Gagosian Gallery, Roma 2012 - Photo by Matteo Piazza

Una maestosa scenografia racchiude sculture e dipinti, dalla religione al mito, esaltando bellezza, mortalità e decadenza. Per la prima collaborazione con la Gagosian Gallery, Rachel Feinstein (Fort Defiance, Arizona, 1971; vive a New York) mette in mostra tutta la sua sensibilità burlesque: creando un racconto site specific in un impressionante panorama romano, dal rinascimento al barocco, molto caro al suo immaginario fiabesco metatemporale.
Dipinti su specchio dai contorni indefiniti e dinamici, quattro sculture in legno e resina che riportano al tema religioso – seppur utopico – fanno da presenza e da ombra al suggestivo paesaggio, stagliandosi teatralmente al centro della sala ovale: sant’Agata, san Sebastiano, san Cristoforo, l’arcangelo Michele. Atmosfere seducenti, elogio e parodia di un passato glorioso ormai in via di alterazione.

Michele Luca Nero

Roma // fino al 5 gennaio 2013
Rachel Feinstein
GAGOSIAN GALLERY
Via Francesco Crispi 16
06 42086498
[email protected]
www.gagosian.com

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.
  • la cosa migliore della mostra è la possibilità di visitarla anche nei minimi dettagli attraverso un applicazione accessibile dal sito della galleria.

  • Solamente noi italiani ci facciamo spiegare ed esporre panorami e vedute nostre dagli stranieri….

  • Gius

    È così che vede le mostre LR, attraverso internet…

  • @Gius, certo credo che dobbiamo considerare seriamente la dimensione mediata della realtà…perchè tu come “VEDI” quello che avviene nel mondo???

    Lo vai a fruire direttamente? Ti fidi o non ti fidi? Se una galleria e un ‘artista documentano con foto e video le opere, devono essere pronti a sopportare quello che questo comporta. Vedi Tino Sehgal che si rifiuta di documentare le sue “opere” o invece i progetti di Cattelan che vivono spesso nella mediazione del reale e nell’azione dei mass media (vedi suo recente Him: http://whlr.blogspot.it/ ).

    Forse si tratta semplicemente di prendere sul serio ogni livello di fruizione.

  • Angelov

    Infatti, nel famoso saggio: Arte e Anarchia, il prof Wind parla della fotogenicità di alcune opere d’arte rispetto ad altre, indipendentemente dal reale valore artistico implicito in esse.
    Un classico che andrebbe letto.

    • Davide W. Pairone

      soprattutto parla della tendenza modernista a semplificare i colori in funzione della riproducibilità…