Doppio transitorio. Giovanni Oberti chez Fornello

Alla sua prima personale alla Galleria Fornello, Giovanni Oberti evoca la natura nella fortezza del riflesso. La contingenza effimera di ciascun lavoro rispecchia un’intenzione precisa di immaginarne una diversa, parallela. A Milano, fino al 9 novembre.

Giovanni Oberti - I fiori in tasca - veduta della mostra presso la Galleria Enrico Fornello, Milano 2012

…“ma il modo era tutto suo: simile a quello dei bambini piccoli, ma più delicato: staccava, infilandola fra le dita della mano a coppa, la corolla soltanto. Poi metteva i fiori in tasca, li dimenticava (Lalla Romano a proposito di Giuseppe Peano). Con la stessa forza incantata di questa breve descrizione, I fiori in tasca risulta un titolo che racchiude e lega perfettamente i rapporti fra simmetrie e rappresentazioni di natura; analisi fondanti il lavoro di Giovanni Oberti (Bergamo, 1982; vive a Milano). A distanza di due anni, l’artista torna in galleria con una personale che rende fragilità formali, sintesi artificiali e modalità linguistiche tre attitudini performative conferite allo spazio.
Due superfici specchianti, poste a poca distanza sul pavimento, regolano il percorso della personale che si articola tra progetti già presentati e intuizioni recenti (la foto Polaroid riscritta). I lavori primigeni (non rilessi) de I fiori in tasca segnalano quattro fasi dell’allestimento di questa personale, coinvolgendo, come punti cardinali, solo alcuni angoli della galleria. Diagonali su superfici specchiate, parallele di natura artificiale e sfere di vetro, infatti, convergono verso il soffitto, dove una frase, scritta con la fiamma di un accendino, ripete il titolo della mostra.

Ginevra Bria

Milano // fino al 9 novembre 2012
Giovanni Oberti – I fiori in tasca
GALLERIA ENRICO FORNELLO
Via Massimiano 25
02 30120123
[email protected]
www.enricofornello.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Ecco ancora la vena nichilista, potrebbe essere la versione meno matura della mostra presso la galleria Zero sempre a Milano:

    http://atpdiary.com/2012/09/le-tante-mostre-di-michael-e-smith.html#comment-5051

    Fornello che studia per diventare Paolo Zani di Zero.

    Qual’è il valore di una zucca disidratata o uno specchio a terra?

    Che differenza tra queste opere e il sale di Wanna Marchi?

    E’ colpa di chi compra o di chi vende?

    Si propone un prodotto extra raffinato (ma artificiale) per clienti che non hanno problemi a comprare tutto. E a differenza dei clienti di Wanna marchi non protesteranno mai per non perdere in status e avere al limite la possibilità di rivendere le opere. Se invece le acquistano perchè gli piacciono le opere, potrebbero farsele da soli…anche se temo che abbiano bisogno di protesi al pene marchiate Paolo Zani o “galleria di ricerca”.

    • skdk

      Luca Rossi, smetti con la droga, ultimamente stai scrivento puttanate a raffica. Soprattutto senza senso.

  • luca rossa

    Luca la zucca disidratata è la tua, e Zero… non è altro che il valore delle tue parole.