L’insostenibile leggerezza di Koons

Un duo di mostre per raccontare l’arte poliedrica di Jeff Koons. A Francoforte fino al 23 settembre è di scena l’artista pop, con pitture e sculture di epoche e stili diversi. Per chi non fosse ancora sazio dopo la retrospettiva alla Fondazione Beyeler di Basilea…

Jeff Koons a Francoforte

Sembra che questa sia stata l’estate di Jeff Koons (York, 1955), soprattutto se vissuta nei Paesi di lingua germanica. Quello che non è possibile vedere nella retrospettiva dedicata alla superstar americana alla Fondation Beyeler di Basilea, lo è sicuramente a Francoforte. “Must see” è lo slogan tutto pop che appare sui banner pubblicitari della mostra-evento disseminati ovunque su ponti e viali, e trovandosi in questo periodo nella metropoli finanziaria per affari o per diletto (per gli appassionati d’arte non sarà una casualità, visto che nei paraggi si trovano i due aeroporti più comodi per raggiungere Kassel) non si può trascurare questo imperativo: la mostra Jeff Koons. The Sculptor – The Painter va vista, perché è bella, ricca e generosa.
Dislocata in due sedi prestigiose e centralissime (le sculture sono ospitate nella Liebieghaus Skulpturensanmmlung, la collezione storica di arti plastiche lungo il Meno, nella zona dei musei, mentre le opere pittoriche trovano alloggio nella Schirn Kunsthalle Frankfurt, la galleria d’arte contemporanea), la doppia esposizione segue in due distinti percorsi diacronici le tappe della produzione di Koons, nettamente cadenzata in serie e periodi, proprio come una rockstar distingue la proprie stagioni in album. A partire dalle tele Luxury & Degradation, della metà degli anni Ottanta, fino ai recenti Antiquity, passando per Banality, Made in Heaven, Puppy, Celebration, Popeye, Hulk Elvis e gli immancabili Inflatables.

Se l’esposizione di dipinti presso la Schirn accoglie le immense e stupefacenti tele in un’unica, spaziosa e luminosissima sala espositiva, fornendo una possibilità di visione ottima e “neutra” allo spettatore, l’allestimento presso la Liebieghaus è colto e raffinato: le sculture condividono le varie stanze con i pezzi della collezione, in un gioco di assonanze e richiami. Per cui una Woman in tub in ceramica è lì a dissacrare una lunetta di Andrea Della Robbia; un totem di animali intagliato nel legno ha il suo posto di diritto accanto alle madonne lignee del Trecento, e la celebre e regale Michael and Bubbles, la porcellana che ritrae Michael Jackson e il suo scimpanzé, non poteva che trovarsi accanto agli antichi manufatti egizi. Un confronto costante tra storia e presente dell’arte, su tecniche (con Koons padrone e gigione della tradizione come della tecnologia) e soggetti (sacro? profano? icona? beatitudine? sostanza o apparenza?), in un itinerario estetico a passeggio di quel compendio di cultura contemporanea che è la galleria Koons.
Per chi è di ritorno da Documenta una corroborante overdose di sensualità per riequilibrare la carenza di zuccheri prodotta dall’astinenza da colore…

Valeria Carnevali

Francoforte // fino al 23 settembre 2012
Jeff Koons – The Sculptor
LIEBIEGHAUS SKULPTURENSAMMLUNG
Schaumainkai 71
+49 (0)69 6500494
[email protected]
www.schirn.de

Jeff Koons – The Painter
SCHIRN KUNSTHALLE
Römerberg
+49 (0)69 2998820
[email protected]
www.liebieghaus.de
www.koons-in-frankfurt.de

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Valeria Carnevali
Marchigiana, dopo la laurea in Lettere Moderne conseguita a Urbino nel 1999 con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea, si stabilisce a Milano lavorando per diversi anni nel settore dell’editoria d’arte e collaborando con gallerie e spazi espositivi. Tornata a Fabriano nel 2007, si laurea in Scienze della Formazione Primaria, continuando a occuparsi di arte e cultura del presente, con particolare interesse per la didattica e l’educazione all’arte (e attraverso l’arte) contemporanea. È attualmente insegnante nella scuola primaria e curatore artistico. Nel 2016 fonda l’associazione Art comes to Town. Scrive per Artribune dal 2012.
  • Basta!!! Ma quando cominceremo a mettere nel cassonetto che compete loro la spazzatura americana per miliardari ignoranti?