La monumentalità dell’uomo comune

Lo sguardo non selettivo di Beat Streuli si posa sull’umanità indistinta. Cinisello Balsamo è come Singapore o Manhattan nelle sue “Immagini in movimento”. Dentro e fuori dal Museo di Fotografia Contemporanea, fino al 7 ottobre.

Beat Streuli - Cinisello, Zara, billboard - 2012

Beat Streuli (Altdorf, 1957) sta fotografando l’imponente billboard che fronteggia Villa Ghirlanda, a Cinisello Balsamo. Viene avvicinato da un passante che gli domanda che cosa pubblicizzi il tabellone. L’artista svizzero fatica a convincerlo che non è un manifesto pubblicitario quello che nasconde (per fortuna…) il cemento armato del palazzetto dello sport, bensì un’opera d’arte. Streuli, infatti, è stato invitato dal Museo di Fotografia Contemporanea a progettare una mostra che non si limitasse alle sale espositive, ma che potesse coronare il programma Art Around, sull’arte pubblica, sviluppato da otto giovani artisti nel territorio intorno a Milano. Così Streuli, avvezzo a lavorare sul grande formato e in luoghi non tradizionali, ha immortalato il brulichio dei passanti nella zona di viale Zara, in viale Fulvio Testi e nella stessa Cinisello Balsamo per proporlo sulla strada all’esterno del museo.
All’interno, invece, trovano spazio alcune videoproiezioni realizzate tra il 2010 e il 2012 tra Manhattan, Bruxelles, Singapore e Cinisello Balsamo. Le pareti candide si contrappongono alla varietà cromatica dell’esterno, che trova spazio nei video. Alcuni filmati sono privi di suono, da altri, quasi all’improvviso, si levano, in crescendo, i rumori della città. Colpi di clacson, stridori di freni ci portano nelle metropoli di cui l’artista scatta i ritratti, che assumono le sembianze, indifferentemente, dei passanti, in un moto ondoso, o delle autovetture.

Beat Streuli – Manhattan 09 – 2009

I primi piani ritagliano le figure dal contesto cui appartengono, la difficoltà di riconoscere le città – se non leggendo le didascalie – permette un’astrazione dal particolare. Le metropoli, gli autoveicoli, le persone: l’artista lavora sulla dicotomia tra anonimato e identità individuale, ribadendola e superandola nel momento in cui all’unicità del ritratto sostituisce la ripetizione della serie.
Streuli, con il suo grande billboard, opera una duplice restituzione della folla alla folla: da un lato riconsegnando l’individuo alla moltitudine grazie alla collocazione in uno spazio pubblico e di passaggio, dall’altro grazie all’accostamento di soggetti diversi, in una sequenza di volti, in cui l’occhio non è catturato dalle caratteristiche di ognuno, nonostante lo scatto ravvicinato grazie al teleobiettivo non lesini in particolari.

Marta Cereda

Cinisello Balsamo // fino al 7 ottobre 2012
Beat Streuli – Immagini in movimento
a cura di Roberta Valtorta
MUFOCO – MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
Via Frova 10
02 6605661
[email protected]
www.mufoco.org

CONDIVIDI
Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.